Chiacchiere e fake-news
di Amanzio Possenti

Il chiacchiericcio è uno degli aspetti che accompagnano negativamente le giornate di uomini e donne, frequente anche se magari involontario, spesso frutto (sbagliato) di un modo di approcciarsi. Andrebbe comunque estirpato o limitato data la sua azione negativa, pur se non sempre, fortunatamente, l’ascoltatore lo accoglie. Il guaio è che se il chiacchiericcio si diffonde, può diventare pericoloso. Ecco perché è importante porgli un freno ed evitarne il deterioramento che può causare conseguenze nella vita privata e sociale. Penso che molti ricordino gli interventi di Papa Francesco al riguardo: esortazioni ad abbandonare il chiacchiericcio considerato come momento di mancanza di carità.
Se esso ci ’circonda’, tuttavia non è il solo episodio ad offrire un cattivo esempio nella condivisione sociale. Ne sono conseguenze le fake-news, notizie false o fasulle, qualcosa di preoccupante nei rapporti sociali poichè prende posto, spesso senza controllo, mentre le notizie richiedono giustamente veridicità.

Qui si apre un altro discorso che trasforma le fake-new in momenti inaccettabili: la irresponsabilità di chi ne fa oggetto di capovolgimento di valori e realtà, soprattutto nell’utilizzo fuorviante dei social. Ne deriva un danno per il gesto in sé e per la negatività su chi ne è coinvolto anche indirettamente, eterogeneo per età, cultura e capacità autonoma: la circolazione di ‘notizie’ inventate, fasulle o inattendibili è elemento sovvertitore, che, acuito dall’assenza di controllo e dalla facilità a spaziare nel non vero, capovolge o modifica valori comuni e realtà.
Tra il chiacchiericcio, frutto di pettegolezzi, e le notizie fasulle si apre uno spazio di subcultura.
Tornare al criterio della veridicità è impegno auspicabile per sensibilizzare ad una positività ordinaria tramite mezzi idonei ad elaborare il gusto della parola amica e responsabile e il senso del rispetto.
Pur non ignorando le difficoltà esistenti , sussistono forti speranze e desideri di riuscirci, con pazienza e partecipazione, a vantaggio del ripristino di un corretto percorso comunitario.
