#377 - 15 aprile 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Religione

Una iniziativa del giornale quotidiano Avvenire

Un appello ai lettori

Per la Pace

Contro le guerre, per la pace: a cosa serve la preghiera, oggi?

Per la Pace

Care lettrici e cari lettori, iniziamo questa newsletter con una domanda impegnativa: a cosa serve la preghiera?
La veglia che il Papa ha guidato alle 18 di oggi (11 aprile) nella Basilica di San Pietro, pregando per la pace insieme a tutta la Chiesa, ci pone una volta ancora davanti a una domanda che per il credente è fondamentale e per chi non crede è comunque ineludibile: c’è un’altra forza che agisce sulla storia oltre alla volontà umana di “fare guerra”?

Per la Pace

L’ottuso riproporsi di un metodo per far marciare la storia basato sull’esercizio della violenza e il disprezzo della vita (le stragi di civili, come quella spaventosa di Beirut, è questo che mostrano) pone tutti – credenti e non ancora tali – davanti a questa domanda, con la consapevolezza e la speranza che non ci sia solo la guerra per rispondere alle ingiustizie e alle crisi internazionali. Perché missili e droni seminano lutti, odio, sete di rivalsa, e riportano l’umanità allo stato primordiale: una sopraffazione reciproca, che non segna mai “l’ultima delle guerre”.

Per la Pace

La preghiera, in questo scenario, si mostra come un gesto pienamente umano e profondamente civile, uno stile e un atteggiamento, un modo di stare al mondo. Perché chi prega resta fedele alla causa che porta nel cuore, la pensa e la chiede tutti i giorni; sa che l’esito della preghiera non è frutto di un gesto solenne e isolato ma di una pazienza che sa di dover tessere la pace come frutto di una costruzione quotidiana, tenace, ostinata; e impara a portare con sé non una questione astratta ma il volto delle persone, delle famiglie e dei popoli che di ogni guerra sono le vittime considerate ormai come un bene relativo e sacrificabile. Fedeltà, pazienza, realismo.
Ecco perché oggi preghiamo con il Papa: per essere donne e uomini così, capaci della pace che muove la storia. Altro che bombe.

Per la Pace

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