In cerca di pace
Tra venti di guerra e lutti
che mortificano il senso dell'umano
di Amanzio Possenti
Mentre il mondo cattolico cammina verso la Pasqua in vista della Risurrezione, che diffonde letizia e concordia portati da Gesù, attorno si moltiplicano i venti di guerra.
E’ molto triste constatare che anziché perseguire con determinazione e convinzione il sogno e il bisogno di pace affidandosi alla pazienza del dialogo fra le parti in contesa, si scelgano le vie dello scontro armato fra distruzioni, bombardamenti, lanci di missili e di droni, eserciti attivati e tante vittime. Fra violenze inaudite e uomini e donne condannati al terrore e alla morte.

L’uomo non riesce a distaccarsi dalla volontà di potenza e della guerra. Lo sottolineiamo tutti con insistenza, e pur subendone le conseguenze confidiamo in una soluzione pacifica, desiderosi di concordia, per evitare catastrofi irreparabili e ‘voragini senza fine’ per l’umanità.
Purtroppo il grido dei popoli in angoscia resta inascoltato, prevale il senso della lotta armata per dirimere questioni le più disparate.
L’ennesima guerra in atto in questi giorni (Iran-Usa-Israele) è la riconferma di quanto la pace sia ovunque invocata ma di fatto ignorata nello splendore della sua essenza, mentre le azioni belliche proseguono implacabili.

Ogni fazione in lotta rivendica una propria ‘motivazione’ da Usa e Israele, la eliminazione di un regime oppressivo delle libertà e impegnato nella costruzione di una bomba nucleare; dall’ Iran, il mantenimento dello ‘status quo’, della propria linea politica e di reazione armata, con lanci di missili e droni su Paesi del Golfo. Colpito anche il Libano, nella lotta agli Helzbollah. Tuttavia l’umanità confida speranzosa nella deposizione delle armi che lasciano sgomenti sulla loro terribile efficacia.

Papa Leone XIV ammonisce ogni giorno sulla necessità di troncare le violenze delle guerre rimarcando il valore incommensurabile della Pace di Cristo; il Segretario di Stato Vaticano cardinale Parolin ricorda con amarezza come ‘alla forza del diritto si sostituisca il diritto della forza’ e ‘le guerre preventive ‘rischino di ‘incendiare il mondo’; il presidente Mattarella: ’la guerra torna a spargere sangue, non rassegniamoci’.
E il rispetto del diritto internazionale? Si assiste continuamente al suo logoramento, sulla via dell’ignorarlo e raggirarlo.
