Nuovi intrerrogativi etici sociali e culturali
Intelligenza artificiale
L’uomo sarà soccombente?
di Amanzio Possenti
E’ di grande attualità il tema della Intelligenza Artificiale(Ia) e del suo utilizzo: se ne parla come di un qualcosa di ordinario, scoprendo che il suo ruolo - proiettato sul futuro - va crescendo continuamente, dal che ecco una necessaria ed equilibrata attenzione alla sua presenza.

Si è talmente imposta dal piano propositivo a quello industriale - con il rischio di cambio nella società - da manifestarsi come un dato sul quale adottare provvedimenti anche sul piano del controllo .
Ne parla il governo, ne raccontano le istituzioni, ne scrivono i media, sono coinvolte le imprese. Si profila una normativa. Nascono domande.
Papa Leone si è fatto promotore di un’attenzione specifica, il Vaticano vi è impegnato per sottolinearne il valore e per rimarcarne il rapporto con la vita, che non deve vedere l’uomo soccombente. L’Ia sia un servizio all’uomo.

Come tutte le applicazioni, questa dell’Ia con le sue novità, contempla una serie di considerazioni non sulla utilità – sicuramente preziosa - quanto sulle modalità di utilizzo e sul controllo del cammino che ci aspetta. Mentre si teme che possa eventualmente scompaginare o sovvertire gli equilibri di una società già alle prese con problematiche urgenti, ne deriva la necessità di un’analisi autonoma e finalizzata ad uno sviluppo coerente e collaborativo di sostegno ai valori umani, a cominciare da quelli legati alla realtà del lavoro e della quotidianità.
Qui si scontrano i pareri, tra i sostenitori, convinti che questo passo costituisca unù ambito irreversibile di futuro in positivo e gli osservatori comuni, timorosi di una presenza così forte da alterare la relazione con bisogni e compiti fondamentali dell’uomo; in mezzo la platea mondiale di un’umanità che chiede di non subire bensì di sviluppare collaborazione efficace. Per evitare mutamenti negativi a carico della società nel suo insieme.

Il dibattito, appena iniziato, opera ai limiti di posizioni sociali, tecnologiche e filosofiche. E’ tempo di discussione libera da pregiudizi e parimenti orientata a non lasciarsi né strumentalizzare nè enfatizzare : l’augurio è che prevalga il bene comune fra storia, azione e realismo pragmatico, al servizio primario dell’uomo di oggi e di domani.