Da Demostene a Cicerone
Potere / linguaggio
di Amanzio Possenti
Il potere del linguaggio non è una novità dei nostri tempi, ce lo insegna la Storia fin dall’antica civiltà greca. Ed anche prima, poiché il traguardo del potere si è spesso proposto come indirizzo finale di una forza fondata sulle qualità del dire. Da Demostene a Cicerone, il passo fu breve, nel senso di una pratica oratoria capace di generare fiducia e consenso oppure disapprovazione e contrasto. E da allora il mondo ha camminato secondo questa direzione di marcia, affidandosi al ‘più capace’ ad usare la forza della parola e a convincere dubbiosi e incerti nelle autocrazie, nelle dittature e talvolta anche nelle democrazie.
Insomma la scelta di un linguaggio in luogo di un altro, oltre a suscitare problematiche di pensiero ha spesso generato adesioni positive da parte di larghe masse e pari o simili contestazioni negative da altrettante esperienze.


Oggi quel tipo di potere è ancor più forte, determinato e riconoscibile sia grazie ai mezzi di comunicazione e alla loro velocità di trasmissione e di coinvolgimento sia in virtù dell’attenzione pubblica superiore dedicata a coloro che si propongono alle folle e alle scelte popolari, così da interpretarne la disponibilità.
Ecco perché in questi giorni molti commentano - tra sorpresa e cautela, fra indignazione e riserve, fra capovolgimenti di decisioni e indirizzi minacciosi - frasi, discorsi, valutazioni, punti di vista, apprezzamenti e negazioni, talvolta concordi talaltra discordi, di grandi personaggi della politica mondiale, su ognuno dei quali - da Trump a Putin a Xi Ping, da Zeleski a Macron, come ad altri non meno significativi nei rispettivi ruoli - i pareri divergono.

L’unico Personaggio che offre al mondo - inquieto e angosciato - parole chiare e fondative di bene comune e di sostegno tenace, è papa Leone XIV che, di fronte a certi orrori o a prepotenze inaccettabili e talvolta disumane, dà spazio alla Parola - che è Pace in assoluto - e presenta il linguaggio dell’Amore quale contributo universale a stare insieme nell’armonia del rispetto reciproco.