#371 - 15 gennaio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 31 gennaio quando lascerà  il posto al numero 372 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Teatro

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video
di grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Mi svelo ma in animo nuda

Le storie del corpo che ogni donna può raccontare

di Antonio Bruni

Ogni persona custodisce, nel profondo della memoria, un vissuto del corpo, esemplare della propria identità. Quel pensiero è in lei presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell'animo ma può svelarsi, se ad ascoltare c'è un poeta.
Nasce così "Mi svelo ma in animo nuda". Sono novanta le donne che compongono il poema di Antonio Bruni scritto in versi novenari e corredato da cori e da canzoni, storie vere di vita sessuale di donne normali, raccolte dall’autore con interviste personali e trascritte in versi per renderle più delicate nella loro crudezza. I racconti sono immediati nella loro intimità, senza omissioni. Solo le donne sanno essere sincere con sé stesse.
L’opera, pensata per essere stampata in un libro, è stata invece pubblicata a voce in scena. Venticinque letture dal 2002 al 2017 in teatri, locali, televisioni, piazze. Sono cinquantadue le interpreti di Mi svelo… dal 2002 al 2017.

Oggi vi presentiamo Miranda Martino, che interpreta il racconto Lo Zio, nella lettura del 23 aprile 2017 al Teatro Belli di Roma per la regia di Antonio Salines.
Youtube https://youtu.be/a40dnbn96ik
Una donna matura, già nonna, racconta una sua fantasia che può apparire morbosa: essere una bambina che provoca lo zio. La signora si proietta in entrambi i ruoli. La fantasia è di per sé un fatto inesistente, non fa male a nessuno quindi non può essere giudicata. È un momento di liberazione interiore di una persona tranquilla e normale.

QUARTO CORO n.37 TRA PIÙ CALAMITE OSCILLARE Giocare esser zio o bambina

Lo zio

Avevo dieci anni e cercavo
al buio nascosta compagna
mi prende la mano e la porta

al pube suo appena fiorito
stentavo a capire e sentire
da allora è rimasto nel fondo

giocare esser zio o bambina
nei ruoli scabrosi invertire
quel prudere ingenuo dei sensi

da uomo che vuol stuzzicare
la piccola a rendersi attrice
mirandone esordio su scena

da bimba innocente malizia
che accumula il gusto curioso
civetta invidiando gli adulti

ricorrono i gesti nel sogno
ripetersi scherzi più intensi
a caso alla cieca sfregarsi

la bimba si perde incosciente
in corse e rincorse non pensa
a fini segreti ulteriori

nell' uomo cosciente il disegno
procede sul cucciolo in gabbia
di renderlo in crescita schiavo

la bimba poi cerca lo zio
di spalle gli prende le dita
le tira al suo ventre nel gioco

la mano che è grande ricopre
quell'esile spazio fessura
si muove accarezza curiosa

già sente qualcosa che vibra
da pelle che informe trasmette
un'onda che infuoca l'adulto

potere di accendere un maschio?
potere di dare emozione?
si scalda superba la bimba

pretende intuire i messaggi
di vita che è oscura esperienza
e come istintivo quel gesto

procede galoppa nei segni
non getta disturbo ma attrae
solletica il lato curioso

l'adulto assapora di bimba
quel fare padrona che apprende
a petali sfoglia quel corpo

strofina se stesso lo zio
mantiene mistero in calore
trattiene lussuria vestito

la bimba dispone del turno
comincia a girarsi e lo affronta
lo guarda si accosta alla bocca

le labbra vuol umide e preme
non sa ancora aprirle in contatto
ma è lui che le schiude la lingua

la bimba trascina il rapporto
da sola intuisce le mosse
acerba si impasta di donna

il luogo si sposta da stanza
con mobili austeri arredata
da quei sotterfugi in silenzio

al giorno in cui restano insieme
da soli ma senza timore
venire sorpresi interrotti

si smette di fingere in due
sovrani su d’un grande letto
il ruolo mi torna di entrambi

però preferisco esser zio
che insegna maestro che guida
è lui che conosce la strada

la bimba che è ignara ed è bianca
lo accetta confusa ma grata
sensibile e ampliata lo assorbe

in luce si guardano piena
svelando l'un l'altro emozione
stupore trovarsi spogliati

la bimba si mostra in avorio
nel ruolo di bambola amata
sicura che l'uomo l’ambisca

ignudo le appare quel maschio
la bimba lo accetta vorace
di averlo non sa bene come

scoprire il piacere ed aprirsi
disciolti da ambasce in ragione
la meta è raggiunta da entrambi

da lei che precoce già gode
schiudendosi strada di donna
da lui che ha fruito per primo

dolcezza bocciolo all'aprirsi
in me lo scabroso connubio
si sposa di entrambi i piaceri.

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