la cultura della forza si fa dominatrice
Strategia armi
di Amanzio Possenti

Il mondo scopre che la pace è sempre più messa a repentaglio, dal che conseguono due effetti pesantemente negativi: il crescere dei conflitti e il diffondersi del concetto di riarmo e della corsa all’utilizzo di mezzi devastanti.

Le guerre, che insanguinano, uccidono e distruggono, indicano che prevale la volontà di potenza a scapito del dialogo e che esse rappresentano la forza della prepotenza ovunque si svolgano, con danni irreparabili soprattutto per i più umili e poveri o con giustificazioni di presunta ‘necessità’.

Di certo la cultura della forza si fa dominatrice e incontra sostenitori pronti a stare dalla parte di chi è potente.
uttavia l’umanità è soprattutto rivolta alla civiltà della pace giacchè in essa i popoli si sentono realisticamente protetti, fratelli senza preclusioni dettate spesso o da terrorismi antipacificatori o da governanti mossi dal desiderio di imporre scelte incapaci di rispetto dell’altro.

La Costituzione della nostra repubblica dà segnali incontrovertibili di volontà di pace e di ‘no’ assoluto alla guerra: è una scelta chiara e democraticamente finalizzata, che pone l’Italia in ruolo di Maestra di pace insieme ad altri popoli che si schierano sulla medesima strada.

Come ricorda papa Leone XIV, sia con aperta e costante apprensione verso le genti coinvolte da aggressioni feroci e sottoposte a tragici eventi bellici di inenarrabile violenza, sia con amore autentico alla pace che diventa sentimento e bisogno concreto di agire nel segno della concordia reciproca, il mondo è avvolto ‘da strategie armate’ che idolatrano l’odio e negano le ragioni del rispetto, ma - avverte –‘Dio sta con gli ultimi, giacchè ‘il mondo non si salva affinando le spade’: ne consegue l’auspicio che il Bene di ogni popolo ‘prevalga sopra ogni altra considerazione’ .
Sta proprio qui, nel bene del popolo, la garanzia per un cammino di pace: grande speranza cristiana ed umana.
