Un nuovo inizio
Di Angelo Scola
Ecco un libretto, semplice nella proposta editoriale ma ricco di assoluta saggezza e temperie cristiana legata ai valori umani così da essere letto d’un fiato e assorbito nella sua pienezza espositiva.
Si intitola ‘Nell’attesa di un nuovo inizio’’ proposto come ’Riflessioni sulla vecchiaia’, testo abbastanza recente (la pubblicazione è del maggio 2025) e pur sempre profondamene attuale: è opera del Cardinale Angelo Scola, già arcivescovo di Milano, considerato fra i teologi più eminenti. Edito da Libreria Editrice Vaticana, reca la prefazione di Papa Francesco che scriveva fra l’altro ‘Queste sono pagine molto dense da leggere e da rileggere’, mentre lo stesso Autore spiega il perchè del volumetto :’Sento il bisogno di capire la portata di ”concretezza umana” della vecchiaia che mi è venuta addosso, ma forse la parola più adeguata è ’”grazia”. Alla cui insegna va lo sviluppo del pensiero dell’Autore.
Scola si chiede a cosa guarda la vecchiaia:’ se ad un dopo che sfocia nel nulla oppure se nella certezza di una nuova vita ,quella inaugurata da Gesù Cristo con la sua vittoria sulla morte’. Così il testo, attingendo anche da autori laici, da Giacomo Leopardi a Dino Buzzati, nonché da Joseph Ratzinger e Hans Urs von Balthasar, si immerge nella fenomenologia della vita anziana per individuare e scoprire il senso della eternità.
Così il mistero della morte unito a quello dell’eternità si fa materia di ampia, dotta, teologica, riflessione sul valore e il significato dell’annuncio cristiano, concludendo al proposito: ‘perché so che non mi aspetta un”qualcosa” ma Qualcuno’.
Tutto il rigore analitico del saggio è diretto a rimarcare il forte significato rivoluzionario dell’annuncio cristiano che propone appunto ’un nuovo inizio’ del quale le appropriate riflessioni sulla vecchiaia, frutto dell’Annuncio, diventano occasioni per approfondimenti, tra capitoli dove si parla di ‘che c’è da aspettarsi da un vecchio?’, ’cosa è il morire’, ‘il senso profondo dell’immortalità dell’anima’, ‘l’aldilà e il centuplo quaggiù’ e ‘cos’è la vita eterna’, il tutto espresso con scrittura semplice, linguaggio di intensa comunicazione e sensibilità verso il capire.
(Amanzio Possenti)
