#369 - 1 dicembre 2025
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno sabato 28 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 374 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Attualità

La strage delle donne

di Amanzio Possenti

Esemplare ed encomiabile l’audizione di Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa due anni fa, alla commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio: un intervento il suo che stimola la società a non stare a guardare bensì a prendere coscienza dell’agire, in modo appropriato e positivo, affinchè fatti così agghiaccianti non si ripetano: ’ Non sono un politico – ha detto - sono semplicemente un padre che ha visto la propria vita cambiare per sempre. Due anni fa ho perso mia figlia e il mio mondo si è fermato, ma non potevo restare fermo anch’io’.

La strage delle donne

Da qui alcune indicazioni. Occorre ‘cambiare la cultura che genera la violenza’ altrimenti - riporto dal testo di Viviana Ponchia su ‘Il Giorno’ – ‘continueremo a piangere altre vite spezzate’. Nasce la necessità di un’educazione che è in se stessa prevenzione’, facendo sì che la società non giri la testa o minimizzi di fronte a casi di violenza di genere: una ‘educazione al rispetto, all’empatia, alla libertà reciproca’, da molto presto, fin dalla scuola d’infanzia. Affinchè si sviluppi nel nucleo familiare una precisa scelta antiviolenza, che sia elemento costante di comportamento. Giacchè, ha aggiunto, scrive ancora Ponchia: ’Non possiamo delegare ai tribunali ciò che spetta all’istruzione e alla famiglia’.
Nel ricordo di Giulia, occorre impegnarsi nei valori della educazione, che è scelta di prevenzione contro inaccettabili violenze che conducono a delitti crudeli nei confronti di tante donne.

La strage delle donne

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