#125 - 30 marzo 2015
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarr in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascer il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finch ti morde un lupo, pazienza; quel che secca quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Arte

Una realizzazione di Marco Pietrosanti - Emiliano Yuri Paolini

Above the coat of dreams

Sopra il cappotto dei sogni

Istallazione interattiva
di
Emiliano Yuri Paolini

Una nuvola di metallo colorato che rimanda al disegno di un bambino.
Una nuvola rosa fucsia appesa in verticale ad un comune appendiabito bianco.
Vicino, pochi metri più in là una antica sedia bianca rivolta verso di esso. Il colore bianco indica una dimensione di contorno, bianco come la neutralita’ dello spazio intorno a noi che si fa’ contenitore del quotidiano.
La dimensione scenica di uno spazio intimo e privato come quello di un appartamento entra in rapporto e si confronta con lo spazio ancora piu’ intimo dell’uomo mantenuto dall’esistenza delle sue stesse aspettative e dai sogni simbolicamente rappresentati dall’immagine di una nuvola.
Due dimensioni che si incontrano dunque con una terza, quella del sogno concepito come progetto e ambizione personali.

Sopra il cappotto dei sogniSopra il cappotto dei sogni

Il sogno e’ un progetto di chiunque, quello di una persona qualunque che ogni giorno compie il gesto automatico di appendere il suo cappotto all’appendiabito di casa. Il cappotto è un indumento esteriore e superficiale ma qui diventa un costume che rappresenta il mondo piu’ interiore, la sfera delle ambizioni personali e la volonta’ di realizzazione. Il cappotto come strumento che mette in relazione l’individuo con il mondo esterno, realta’ ancora distante dal mondo personale. La sedia bianca rappresenta invece “l’osservatorio quotidiano” sopra al quale ognuno di noi si “adagia” compiendo meccanicamente il rituale della riflessione quotidiana su fatti e situazioni contingenti e dove spesso ci si perde nel labirinto del giudizio sociale, inevitabilmente autoanalitico. Una sedia realizzata per far sedere tutti perche’ diventi punto di interrogazione sul “nulla” inteso come possibilità.

Sopra il cappotto dei sogniSopra il cappotto dei sogni

Al posto del cappotto quì un uomo ha appeso se stesso, lui è quella nuvola colorata, accesa come un segnale luminoso distinguibile da qualsiasi altro punto dello spazio circostante. Una stella cometa, il posto dell’essere come uno stato d’arrivo che esaudisce la richiesta di possibilita’ esistenziale e che rende visibile una sola ed unica certezza: quella della stessa possibilita’. Un uomo d’oggi e di ieri però talmente abituato ai suoi sogni che perde di vista lo stesso concetto di desiderio e ambizione in una sorta di assuefazione all’ordinario. Ma è proprio la sua stessa abitudine l’accessorio indispensabile per uscire fuori tra la gente dentro la realtà apparente nell’attesa che avvenga un cambiamento.

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