#352 - 1 giugno 2024
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
letteratura

Rubrica in lingua dell'Urbe dedicata ai Papi del passato
Da Alessandro VI ad Alessandro VII

Maffeo Barberini

Papa Urbano VIII 1568 - 1623/1644

di Angelo Zito

Er nonno der nonno der nonno faceva Tafani de cognome, ma l’abitante der posto ndo’ viveveno, Barberino in Val d’Elsa, era detto da quele parti barberino. Più tardi un antro bisavolo ciebbe l’idea de levasse li tafani da le spalle e de mettese nome proprio Barberino e la famija diventò così Barberini.

Maffeo BarberiniMaffeo Barberini

Senti come sona bene Barberini. E Maffeo appena eletto Papa cor nome Urbano VIII, pe’rispetto der casato de su’ nonno, volle tre vespe nello stemma glorioso de famija, tre tafani appunto. La dinastia così da quer momento ciebbe assieme ar potere de la Cchiesa pure l’insegna pe’ esse ricordata a ogni angolo de strada cittadina.
Ma pe’ le strade er popolo è scontento, è storia vecchia, nun se fa capace che li sordi pe’ mette in piedi li lavori, anche si Roma diventava più bella, li cacciaveno proprio loro co’ le tasse. C’era poco da fà, a testa bassa abbozzi come un asino caricato dar padrone. Pe’ sfogà la rabbia co’ ‘na risata amara chiamarono er Barberini “Papa Gabella” e continuarono a tirà la caretta, come sempre, fino ar giorno fatale quanno fecero a pezzi le statue der Barberino che aveva lasciato er segno dentro Roma.

Er carattere fiero, l’aroganza,
er Papa come un principe regnante
anche si ner segreto de le stanze
scriveva versi liberi in latino.
‘Na vorta eletto fece un giubbileo
da fà er pieno de gente e de baiocchi
e appresso continuò co’ n’antri otto
che l’indurgenze so’ la base der potere.
“Li fedeli so’ l’esercito der Papa”
e defatti nominò cardinali li nipoti,
co’ tanto de sussidi vaticani,
che in quanto a federtà nun c’è de mejo.
Pe llascià un ricordo de famija
volle una Villa fatta da Maderno
che aiutato dar nipote Boromini
mise in piedi Palazzo Barberini.
“E mó che ciò sta piazza lí davanti
ce vojo un freggio co’ l’acqua de Felice”
e er cavajer Bernino grande artista
inventò la fontana der Tritone
che, imponente sopra ‘na conchija
sollevata su la testa de li derfini,
soffia l’acqua dentro a un fregno co’ li buchi.
E a sto genio pratico der marmo
je diede carta bianca, tiello a mente:
er bardacchino su l’artare de San Pietro,
er mausoleo pe’ la gloria eterna,
la barcaccia travorta da le acque
e quer beveratore co’ le api.
Bernini cor barocco ce va a nozze
e Urbano VIII je fa da testimone.
E ciebbe er tempo sto Papa pe’ fà guere,
pe ’ncarcerà le teorie de Galileo
e fortificà er Gianicolo e Castello
co’ li bronzi levati a la Rotonna.
Nun badò a spese tanto li baiocchi,
co’ le tasse sur grano, er pane e er vino,
li cacciorno infuriati li romani
che er giorno dopo che spirò “Gabella”
vollero le reliquie de sto Papa
e je staccorno pezzi de le statue
che lo raffiguraveno trionfante.
“Sicche transitte la gloria de sto monno”

Maffeo Barberini

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