#351 - 11 maggio 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cultura e Società

La rivoluzione di aprile

che liberò l'Italia e le donne
.

di Nicola Bruni

La celebrazione della data simbolica del 25 aprile serve a ricordare che nella primavera del 1945, per merito anche di quegli italiani che avevano combattuto i nazifascisti con le armi o la resistenza disarmata, il nostro popolo fu liberato da sei gravi calamità non naturali: dalla guerra, dalla dominazione tedesca, dalla dittatura fascista, dalla divisione del Paese in due Stati (come quella che, per punizione, fu imposta alla Germania), dalla persecuzione assassina degli ebrei e principalmente - sotto il profilo della storia - dalla plurimillenaria discriminazione giuridica delle donne.

La rivoluzione di aprile

Il 25 aprile del 1945 fu proclamata l'insurrezione generale delle forze armate della Resistenza nell'Italia del Nord che costrinse i nazifascisti alla resa prima dell'arrivo delle truppe "alleate".
In quel periodo, tornava per gli italiani la speranza in un avvenire di pace, di libertà, di democrazia, di uguaglianza dei diritti, di giustizia e di progresso.
Il Nord Italia (dolorosamente amputato dell’Istria e della costa dalmata, e separato da Trieste fino al 1954) si riuniva al Centro-Sud, dopo la secessione attuata da Mussolini con la Repubblica Sociale Italiana.
Si avviava la ricostruzione del Paese dalle immani rovine della guerra, e il suo risorgimento economico dalla miseria in cui era precipitato.

La rivoluzione di aprile

Le donne conquistavano il diritto di voto e di elezione nelle assemblee rappresentative: primo passo verso la completa liberazione dallo stato di inferiorità a cui le aveva sempre costrette la società maschilista, e che le leggi fasciste avevano aggravato.
Si preparavano le prime elezioni a suffragio universale, cioè con uguale diritto di voto per tutti i cittadini maggiorenni: maschi e femmine, ricchi e poveri, colti e analfabeti.
Si progettava il referendum che avrebbe deciso il passaggio dalla monarchia alla repubblica.
Si cominciava a studiare una nuova Costituzione, ispirata agli ideali democratici della Resistenza, e che poi avrebbe adottato tre princìpi rivoluzionari rispetto allo Statuto Albertino:
-la sovranità appartiene al popolo, non ad un "sovrano" proprietario dello Stato;
-tutti i cittadini - comprese finalmente le donne, discriminate in passato perfino dalla Costituzione della Repubblica Romana di Mazzini - hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge; quindi, non ci sono più “nobili” privilegiati per nascita;
-l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
A partire da quella rivoluzione democratica, nei 79 anni trascorsi l’Italia ha compiuto enormi progressi, anche se non tutto è andato nel verso giusto e secondo le speranze di allora.

La rivoluzione di aprile

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.