#349 - 6 aprile 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Televisione

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Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

Girovagando tra i vicoli e i vicoletti di internet, ed avventurandoci, come spesso ci accade, nel mutevole luna park di Facebook, ci imbattiamo in un gustoso passo coranico, scritto, come ben sappiamo, dall’Altissimo in persona tramite il santo calamo del Profeta Maometto: si tratta del versetto 34 della quarta sura, dedicata alle donne.
Per amore di precisione, oltre che per collaudata sfiducia vero il prossimo, andiamo a spulciare, per un vigile confronto, l’edizione in nostra possesso, quella pubblicata da Mondadori tradotta e commentata da Federico Peirone, dalla quale estrapoliamo il passo suddetto: “Gli uomini hanno sulle donne autorità per la preferenza che Dio ha concesso al maschio sulla femmina e a causa di ciò che essi hanno speso per loro delle sostanze proprie. Le femmine che si rispettano sono sottomesse, gelosamente custodiscono l’onore in assenza del marito in cambio della protezione che Dio ha concesso loro. Temete l’infedeltà di alcune di esse? Ammonitele, relegatele sui loro giacigli in disparte, picchiatele: ma se tornano a miti sentimenti d’obbedienza, allora basta, va bene così. Dio è altissimo e grande in verità”. Parola del Signore.

Altrettanto gustosi i commenti femminili al post: invettive sommarie contro il genere maschile (poteva mancare il patriarcato?) aumentato, con dovizia, di numerosi attributi e apposizioni; e c’è stato anche chi ci ha ricordato che negli anni ’50 anche da noi era così e quindi: di cosa ci stupiamo?.. e poi altre perle che non riportiamo. Ora ditemi un po’ se questa non è gretta discriminazione! Se un europeo si azzardasse a diffondere opinioni simili avrebbe in breve tempo i poliziotti alle calcagna…e le femministe ai polpacci!

Abbiamo maturato, in verità, la timida impressione che i gargarismi quotidiani a base di inclusività, tolleranza, accoglienza, multiculturalità et similia, funzionino davvero pochino e che certe culture siano tra loro totalmente incompatibili perché immiscibili sono i valori di cui si fanno portatrici. C’è da dire, ad onor del vero, che anche il versante cristiano del mondo ha i propri sottaciuti tribalismi. Tanto per fare un esempio, la Santa Pasqua, appena trascorsa, si festeggia regolarmente con una truculenta mattanza di agnelli. L’agnello, simbolo del Cristo viene eucaristicamente ingurgitato dal fedele – o semplicemente, dal festeggiante - che compartecipa così, a suo modo, al mistero della Resurrezione, con un lauto banchetto lustrale.

Sarebbe un po’ come propiziare la pace tra Russia e Ucraina con una scorpacciata di colombe. O come affrontare la patologia dell’infertilità con una dieta terapeutica a base di ricci e conigli. Siamo soliti prendere le distanze dal mitico “uomo delle caverne” ma il suo DNA, a quanto pare, ancora ci sostanzia. C’è nell’aria una strana voglia di terza guerra mondiale. L’attentato dell’Isis a Mosca dà l’impressione di essere un pretesto per scatenarla. Il compagno Putin accusa l’Ucraina e l’Occidente: cerca forse una giustificazione morale per mettere mano al nucleare? Ci si chiede. Il professor Alessandro Orsini a “Carta Bianca” non ha dubbi: siamo vicini allo scoppio della guerra. Litiga con il giornalista Cappellini, battibecca con Bianca Berlinguer che, dal canto suo, non ne azzecca una: interviene a sproposito e sempre fuori tempo accavallandosi e interferendo cacofonicamente nel dibattito, coprendo le parole degli ospiti e interrompendoli malamente. A salvare la trasmissione è sempre il siparietto iniziale con il simpatico montanaro Maurizio Corona, vivace e forbito contraltare alla legnosa Bianca Berlinguer.

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