#347 - 2 marzo 2024
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno di venerdi 31 maggio quando lascerà  il posto al numero 352 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Televisione

Televisore gioia e dolore

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

Il lunedì ci accingiamo, come d’abitudine, all’appuntamento settimanale con Nicola Porro, il giornalista che crede di essere Kant: “Riesce a seguirmi? Ha capito la mia domanda? Capisce cosa voglio dire?”. Con premurosa solerzia Porro è uso interrogare l’ospite del momento per assicurasi che certe troppo alate domande non ne travalichino la dubitabile e malferma perspicacia: in un salotto liberale come il suo, qualche ombrata nuance democraticamente tamarra è una spezia pimentosa e letificante.

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Tra gli argomenti dell’ultima puntata di “Quarta Repubblica”, questo il nome del programma condotto su Rete4 dal caritatevole sofo, si discorre inevitabilmente dei recenti disordini di Pisa: pesanti insulti contro le forze dell’ordine da parte dei manifestanti con sputi annessi e connessi, e riparatrici manganellate craniocentriche assestate senza complimenti dai poliziotti. Tra gli intervistati, un rappresentante di un sindacato della Polizia fa presente che quanto accade in queste frequenti manifestazioni di protesta non è mai casuale ma è organizzato dai collettivi studenteschi e dai centri sociali che cercano lo scontro con le forze dell’ordine per garantirsi una più efficace visibilità mediatica. Non abbiamo motivo di non credergli e tendiamo istintivamente a simpatizzare con i gendarmi a costo di passare per dei desueti pasoliniani post litteram. E non staremmo neanche troppo a questionare per qualche testa ammaccata, francamente. Alle abituali scene indecorose e umilianti di poliziotti e carabinieri resi inermi dalla malagiustizia di fronte alle ingiurie, agli sputi, ai soprusi di teppisti e malandanti vari, preferiamo – ma è nostra personalissima predilezione – la didascalica intersezione euclidea tra il fallico orpello e il cuoio capelluto di un facinoroso, sia pure minorenne.

Il martedì è di scena Bianca Berlinguer, figlia di Enrico, il leader comunista che nella nostra giovane età fu una delle numerose cause che ci rese inviso il Pci e che oggi gode di una, a parer nostro, immotivata santificazione. Nel salotto di “E’ sempre carta bianca”, dunque, si discute anche, di nuovo inevitabilmente diciamo noi, dell’ultimo femminicidio. Se ne parla un po’ dovunque in verità sia sulle reti Rai che sulle reti Mediaset, sia altrove. Troppi sociologismi, troppi psicologismi in questi numerosi dibattiti salottieri. Che rischiano di produrre l’unico nefasto risultato di far recedere nell’ombra la bestia assassina e magari far scorrere una lacrimuccia per la inconsapevole vittima della società - o del patriarcato come si preferisce dire oggigiorno - carnefice suo malgrado. Dalla Berlinguer è anche ospite un ragazzo la cui madre, anni fa, è stata uccisa dal padre che oggi è già in liberta: la solita malagiustizia, o malamagistratura sarebbe meglio dire. La tabe giudiziaria è uno dei malanni dei nostri tempi. E pensare che circola ancora qualche buontempone che va dicendo, a mo’ di mantra, che bisogna avere fiducia nella giustizia!

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Il giovedì siamo da Paolo Del Debbio a “Dritto e Rovescio”. Tra i temi discussi non poteva mancare quanto occorso a Roberto Vannacci di cui confessiamo di non aver letto il best seller (oltre duecentomila copie vendute) “Il mondo al contrario”: un generale dell’esercito dal curriculum prestigioso, le cui opinioni e il cui modo di esprimerle non sono in linea con quanto consentito in una democrazia. Tant’è che il nostro è stato appena indagato dalla magistratura (tanto per cambiare) per “istigazione all’odio razziale” ed è stato sospeso dall’incarico. Evidentemente il reato d’opinione non è una peculiarità delle dittature come si tende a far credere. Ma per fortuna c’è la Costituzione, la più bella del mondo.

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