#346 - 17 febbraio 2024
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Arte

Roma - Università E-Campus

Luce

di Cinzia Folcarelli

La prestigiosa sede romana dell’Università E-Campus ospita, dal 9 febbraio al 12 marzo 2024, la mostra collettiva Luce, con opere di Maria Bellante, Orazio Cordischi, Andrea Di Lullo, Amerigo Lorini, Elio Rizzo, Luminița Țăranu. Laluce, che gioca con la materia facendola vibrare, caratterizza tutte le opere esposte, create da artisti molto diversi tra loro per età anagrafica, provenienza geografica, formazione artistica e vissuto personale e, di conseguenza, cifra stilistica.

La luce si posa leggera sulle matite di Amerigo Lorini per proseguire danzante sugli acrilici di Orazio Cordischi. Si sprigiona dagli acquerelli di Elio Rizzo rimanendo impigliata nelle tecniche miste di Maria Bellante. Fa vibrare i dipinti serigrafici di Luminița Țăranu e viene catturata dalle materiche composizioni di Andrea Di Lullo. In ogni opera è la protagonista indiscussa: accarezzandone i contorni e seducendone la materia, dona artisticamente la vita.

Durante l’inaugurazione gli artisti, intervistati dalla Responsabile della sede romana dell’Università E-Campus, Rita Neri, hanno potuto esporre la loro poetica raccontando al pubblico la loro carriera artistica.

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Maria Bellante da sempre si è interessata all’arte come espressione del suo essere in rapporto al mondo circostante, Fin dai primi anni Ottanta ha fatto esperienze artistiche legate alle problematiche che sentiva importanti nel contesto sociale e culturale in cui viveva, grazie alla convivenza con il marito, l’artista Achille Pace. Attraverso le sue opere, materiche e fortemente presenti, Maria vuole, usando le sue parole, “dare valore e significato agli oggetti del vivere quotidiano riconsegnandoli ad una vita nuova, con l’attribuzione di una nuova identità. La natura in questo modo non viene solo osservata e descritta, secondo i canoni pittorici tradizionali, quanto coinvolta in un processo di riscatto che, oltre ad essere utile a livello sociale, diventa una necessità individuale di affrancamento da condizioni di sfruttamento economico, nel tentativo di una elevazione spirituale a valori morali e culturali più elevati dell’essere”.

Luce

Orazio Cordischi vive intensamente la beat generation, viaggiando in Europa e in Asia dove conosce diverse culture e popoli, che contribuiscono ad arricchire il suo bagaglio culturale. Successivamente si trasferisce a Roma e poi a Torvajanica in una grande casa di legno di fronte al mare, progettata e costruita da lui stesso. Attratto dalla luminosità dell’olio lo utilizza da subito nelle sue prime opere, affrontando il rapporto uomo-natura-tempo, e giocando con il colore che diventa alla base della sua ricerca. Utilizza l’acquarello in maniera forte e decisa, per poi passare all’utilizzo di materiali diversi tra cui l’unione di gesso, cuoio, pietre dure, colori acrilici e smalti. Cordischi realizza anche lavori di design e oggetti - sculture molto particolari, reinterpretando le caratteristiche strutturali di mobili come tavoli, sedie e lampade.

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Andrea Di Lullo, artista e architetto, realizza opere materiche dove la luce è protagonista. All’inizio della sua carriera artistica, i suoi studi lo hanno portato a realizzare opere di carattere prettamente geometrico e prospettico, che poi lo hanno indirizzato verso la tecnica del "Trompe L'oeil", che è diventata la firma di tutti i suoi lavori privati, progettando e realizzando, personalmente, false aperture e vedute prospettiche in ogni sua ristrutturazione d'interni.
La continua ed assidua permanenza in cantiere stimolerà sempre più l'artista verso la sperimentazione con gli stessi materiali in uso, decontestualizzandoli e trasformando il cantiere stesso in un sorprendente laboratorio d'arte. Da questa fase nasceranno le prime opere materiche che presto diventeranno il preludio di una collezione artistica ricca di varianti e sfumature, arricchita da pigmenti e frammenti di vario genere, che decreteranno l'unicità delle sue opere.

Luce

Per Amerigo Lorini un foglio bianco rappresenta sempre una sfida a voler scoprire cosa si può nascondere all’ “interno” dello stesso, seguendo il pensiero di Michelangelo che asseriva che nel blocco di marmo la forma fosse già presente e aspettasse solo che una mano capace riuscisse a “tirarla fuori”, e a farla “vivere”. Durante la sua vita Lorini ha sempre lavorato parallelamente nei campi dell’architettura, del design e della moda, proponendo progetti e realizzazioni molto interessanti e raffinati. Il lock-down del 2020, dovuto alla pandemia da Covid 19, ha riacceso la sua passione per il disegno, soprattutto in bianco e nero, con cui ha raffigurato, rendendoli protagonisti, oggetti di uso quotidiano come le scarpe, che ha scelto di esporre in questa mostra.

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Elio Rizzo è il “pittore della luce”, come lo ha definito Rita Neri durante l’intervista. La sua pittura giovanile era impostata sul figurativo e sulla massima libertà tonale di colori bruni. Successivamente ha iniziato ad utilizzare la tavolozza di colori chiari e brillanti che utilizza ancora oggi e si è volto verso la creazioni di composizioni astratte… ma solo in apparenza.
L’artista, utilizzando varie tecniche, dall’olio all’acquerello, dal pastello alla tempera grassa, dalla punta d’argento e dalla punta d’oro fino all’antichissima tempera all’uovo, realizza opere emozionanti e coinvolgenti che invitano lo spettatore all’interno di mondi inondati di luce.
Rizzo è anche scultore. Utilizzando la tecnica della ceramica smaltata e, lasciando volutamente alcuni particolari grezzi in un gioco di finito – non finito, realizza opere estremamente libere da schemi e canoni, poetiche ed emozionanti.

Luce

Luminița Țăranu, romena di nascita ma residente in Italia da molti anni, si esprime con la tecnica della pittura serigrafica con cui ha realizzato anche la serie delle PICTA, riflessioni sul concetto del tempo come “memoria oggettiva, storica e culturale”, ottenute rielaborato dati artistici raccolti nell’interpretazione della Colonna di Traiano, testimonianza visiva dell’inscindibile legame storico tra l’Italia e la Romania, dai tempi dell’antica Dacia del Re Decebalo e della Roma dell’Imperatore Traiano.
La serie di opere, alcune delle quali esposte in questa mostra, riunisce lavori creati su carta e in parte su tela, che l’artista ha realizzato tra il 2016 e il 2019, prima, in contemporanea e negli anni successivi alla realizzazione dell’installazione monumentale Columna mutãtio – La Spirale, esposta in importanti siti istituzionali come i Mercati di Traiano e le Terme di Diocleziano nell’ambito di esposizioni internazionali di archeologia.

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