#342 - 16 dicembre 2023
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
letteratura

Rubrica in lingua dell'Urbe dedicata ai Papi del passato
Da Alessandro VI ad Alessandro VII

Alessandro Farnese

Papa Paolo III - 1468 - 1534/1549

di Angelo Zito

Alessandro FarneseAlessandro Farnese

Si te capita de passà a campo de fiori butta l’occhio a la piazza accanto, c’è un palazzo che te ricorda er nome de quer Papa che dette lustro a tutta la famija Farnese già proprietaria de le tere a nord de Roma e che ammancava ancora de scrive er nome ne l’elenco de li Papi. Alessandro Farnese se fece vicario chiamannose Paolo III quanno già ciaveva 66 anni.
Dette inizio ar Concijo de Trento pe’ cercà de fà pace tra chi protesta e chi cià la fede de Roma, la cosa annò pe’ le lunghe, co’ Carlo V non fu facile capisse e nun potette vedé la fine der concijo che ebbe termine quarche lustro più tardi.
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Palazzo Farnese

Alessandro Farnese

Alessandro Farnese de Canino
cresciuto e pasciuto a pane e ojo,
cardinale già prima de li trenta,
annominato da quer Papa Borgia
che se sentiva in corpa coi Farnese
pe’ le manovre co’ la bella Giulia.
Le sorelle se sa che prima o doppo
escheno da la famija a modo loro
e Alessandro accettò er cardinalato.
Er popolino pensanno a la sorella
je storpiò er nome in Cardinal Fregnese.
Da bravo provinciale de Viterbo,
pe’ levasse de dosso l’unto dell’ojo,
volle mette l’impronta dentro Roma
e all’architetto Sangallo je propose
de costruì er palazzo de li Farnese:
“Spiana la piazza, buttame giù le case
quello ha da diventà ‘na meravija”
Cosí cominciò er progetto der “dado”
che doveva passà sopra Via Giulia
scavarcà er fiume e legasse a Villa Chiggi
“Che prima o poi, vedrai, se la compramo,
dentro cià lavorato Raffaello
e già ciò in mente er nome: Farnesina”
Arivato ar sojo cor nome Paolo III
continuò co’ li mejo artisti quer progetto,
Michelangelo Vignola Della Porta
ner tempo completarono er Palazzo
che diventò come volle er viterbese
la più bella “meravija de Roma”.
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Er Campidojo

Alessandro Farnese

“Te pare che me fermo sur più bello
mó che ho principiato vado avanti.
Me piacerebbe stà in mezzo a la storia
tra l’antichi romani da ‘na parte
e la città der futuro da quest’artra”
Paolo III, impresario de palazzi,
come posto aveva scerto la collina
sopra li fori chiamata Campidojo,
che allora era detto Monte Caprino
abbandonato tra le pecore e le capre.
“Er palazzo de li senatori
deve da guardà verso san Pietro,
le rovine der passato so’ er passato
ma noi semo gente aperta ar monno,
spostamo l’ingresso verso norde.
E l’architetto pô esse solo lui,
ormai qui da noi è uno de casa,
er Bonarroti che ha appena finito
tutti le pitture a la Sistina”
E quello te inventò ‘no spazzio
che, si ce credi, pensi l’abbi fatto Iddio.
E ar centro la statua der cavallo
co’ Marco Aurelio simbolo de Roma.
A scenne lo scalone cordonato
cor popolo che fa ala ar passaggio
te senti come Cristo in Galilea,
mejo de Carlo V imperatore.
Questo vôr dí esse Papa regnante
dovrebbe avé ‘na statua a ‘gni cantone,
se merita un ritratto da Tiziano.
E così fece, chiamò er pittore da Venezia,
se mise in posa e quello lo dipinse.
Nun c’è mejo foto pe’ esse ricordato
tra li grandi Papi der passato.
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In queli tempi Ignazio de Loyola, dopo ‘na vita da sordato che je lasciò la gamba azzoppicata, s’era fatto devoto e aveva creato la Compagnia de Gesú, un gruppo de missionari che praticaveno er cristianesimo fori da le regole ecclesiastiche. Paolo III capí lo spirito che animava quer gruppo e riconobbe l’ordine religgioso che ha avuto poi tanta parte ne la Storia de la Cchiesa. E ancora oggi de parte ce n’ha tanta.
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Santa Marta

Alessandro Farnese

C’è un gioiellino niscosto dentro Roma
ndove li Papi nun cianno messo bocca,
la devi annà a cercà, si la vôi véde,
ar Colleggio romano proprio in fronte.
Er nome sa de Cchiesa: Santa Marta,
com’era ‘na vorta, oggi è sconsacrata.
La storia appartiene ar 500
quanno Ignazio assieme a pochi amichi
fonna la Compagnia dei Gesuiti
pe’ fà più granne la gloria der Signore.
Lontano da li clamori der papato
sur tetto de casa passa le notti
a piagne, a pregà, a guardà er cielo
e de giorno fa l’opere de bene.
In una Casa, la chiama Santa Marta,
riccoje le donne cadute ner peccato
sfuggite a li piaceri de la carne.
Passeno l’anni
la casa se fà chiesa de clausura,
poi persi li voti passa a magazzino
e oggi, damo merito a chi merita,
li beni curturali de lo Stato
l’hanno rimessa a novo: un gioiellino,
a memoria de quer santo omo
che in barba a le dicerie su li gesuiti
preferí l’esercizio de lo spirto
piuttosto che l’esercizio der potere.

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