#301 - 19 febbraio 2022
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Di borgo in borgo

Da comunità operose a borghi fantasma

Antiche pietre

Il fascino misterioso di Monteruga e San Crispieri, nel sud della Puglia,
tra chiese dirute e opifici abbandonati, in cui risuona l'eco di un passato fiorente

di Marino Pagano

Antiche pietre

Santa Maria Costantinopoli a San Crispieri, di Faggiano. Foto: Paky Cassano

Andar per borghi, già. Da molto tempo raccontiamo su queste pagine alcuni aspetti del Sud, terra talvolta di abbandoni e spopolamenti. Con qualche speranza. Si pensi a Badolato, provincia di Catanzaro: dal rischio scomparsa al ripopolamento, grazie ad un’immigrazione che in Calabria, almeno qui, è diventata reale integrazione.

Si pensi poi anche a Sadali, provincia del sud della Sardegna. Qui il borgo rinasce grazie a serie politiche di incentivi alla natalità e, poi, con una proposta di ecovillaggio e bioedilizia. Ma restiamo per ora in Puglia. E parliamo di borghi o luoghi, invece, ormai “fantasma”, aree che per cause diverse sono piombate nell’abbandono.

Antiche pietreAntiche pietre

Tra l’altro, si parla, grazie al poeta Franco Arminio che ne ha fatto il suo dogma e la sua scelta di vita, della “paesologia”, una sorta di scienza in versi dell’opzione paese-borgo come prospettiva di crescita del Sud, fuori di ogni logica meramente turistica. Il paese come anima, nel senso di Pavese, non tanto e non solo come estetico bozzetto. E si parla da tempo anche di “abbandonologia”.

Antiche pietreAntiche pietre

Vi raccontiamo così, in pillole, due luoghi disabitati pugliesi. Non propriamente degli ex paesi. Luoghi, appunto. Precisamente, una contrada e una chiesa diruta.

Partiamo dal leccese. Ecco Monteruga, l’insolito Salento dell’abbandono. Quella salentina è terra vasta. Parli di Salento e hai in mente il barocco, il mare, la natura, i tantissimi paesi. La Taranta, toh. La Grotta della Poesia a Melendugno. E tanto altro.

Antiche pietre

I ruderi di Monteruga a Veglie (Lecce) con, sullo sfondo, la chiesa di Sant’Antonio Abate. Foto Paky Cassano

Un particolare giro attraverso la comunità abbandonata e ormai piuttosto fatiscente di Monteruga, a Veglie, sorprenderà invece di molto il visitatore. Un triste silenzio ha coinvolto inevitabilmente quello che era un borgo rurale novecentesco anche piuttosto fiorente. Classico sito colonico fascista, oggi ammasso di ricordi che il tempo e l’incuria stanno sfinendo.

Antiche pietre

Sorge attualmente entro una proprietà agricola privata. Dove da un po’ si è più selettivi nel permettere l’ingresso ai curiosi.
La chiesa di Sant’Antonio Abate testimonia il passato e il passaggio comune di quella che era l’unica frazione di Veglie. Immagini i riti, immagini le vite, pensi ai volti. Si arrivò a toccare anche quota 700-800 abitanti. Lento l’inesorabile e così, attraverso l’Eni prima e addirittura propositi di rinascita a cura dell’imprenditore Zamparini poi, Monteruga oggi si presenta in tal guisa.
In sintesi, non un vero e proprio “paese fantasma”, ma certo un posto dove chiaramente si ode l’eco dei lasciti delle genti. Per questo il posto merita una visita. Tra storia ed economia ieri fiorenti, oggi silenti.

Antiche pietre

Ti sposti in realtà non di molto e altre rovine improvvise ti attendono nella piccola Faggiano (Ta), siamo vicinissimi alla zona delle marine joniche di Lizzano e Leporano.
Faggiano, paese tra i più piccoli della provincia di Taranto, serba una piccola e quasi interamente distrutta chiesetta nella frazione di San Crispieri, dedicata a Santa Maria di Costantinopoli. L’abbandono, ecco. Quel senso d’addio e però di visione viva. La chiesa è sulla strada. Da una parte hai il piccolo poggio del “capoluogo” Faggiano, dall’altra hai questa struttura antica. La scorgi, ti affianchi. E fai compagnia all’abbandono. Scenario quasi macabro e dunque fascinoso, la chiesetta attrae chi passa di qui.

Antiche pietreAntiche pietre

Faggiano? Beh. Viva la sincerità: poca roba. Bel borghetto caratteristico, armonico. Per il resto, bellezza discreta e silenziosa a parte, poco da raccontare. Oddio: vi parrà mica niente al giorno d’oggi?

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.