#259 - 21 marzo 2020
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 14 NOVEMBRE quando lascerà  il posto al n. 387. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Cultura e Società

Per il nostro tempo alle prese con la pandemia da coronavirus
Memoria per il Santo protettore di medici e personale infermieristico

Camillo De Lellis
(1550 - 1614)

Gigante della carità

Tratto da "Santi chi può" - Aracne Editrice

di Dante Fasciolo

Camillo De Lellis  
(1550  -  1614)Camillo De Lellis  
(1550  -  1614)

Seconda metà del 500.
L’Europa respinge le invasioni del turchi;
l’Italia, divisa tra repubbliche e principati,
subisce il tallone francese e spagnolo.

Camillo, giovane scapestrato, si fa mercenario.
Al soldo di Spagna, Venezia e Napoli
combatte nelle schiere della “Lega santa”
in terra straniera: Dalmazia e Tunisia.

Ma la sua sorte finale è già segnata nel nome:
Camillo vuol dire “ministro del sacrificio”;
e Roma diventa la sua calamita
forte, irresistibile e profetica.

Sarà un “tratturo” la Via, - a lui così familiare
nell’itinerario geografico pastorale
della terra che vide i suoi natali, - a condurlo
sulla strada della fede e dell’impegno.

E fu un “segno” quella sua piaga al piede:
ostinata, sanguinante e dolorosa
costrinse a prendere atto della sofferenza
e a piegare l’animo alla “guarigione”.

Fu allora, che traascinò 25 amici al lavoro,
e la “misericordia” verso il malato
si trasformò in ardente missione,
premiata alfin dalla Chiesa del tempo.

Benedetto XIV lo proclamerà Santo (1746),
riconoscendogli “La nuova scuola di carità”;
Leone XIII, per la sua specifica esemplarità
proclamerà Camillo Patrono della sanità.

“IL corpo prima dell’anima, il corpo per l’anima,
l’uno e l’altra per Iddio”
Problemi, fatiche, dolori, scoramenti…tutto…
tutto è superato dalla voce della Croce:

“Che temi? L’opera che hai iniziato è mia non è tua”

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