#251 - 16 novembre 2019
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarr in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascer il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finch ti morde un lupo, pazienza; quel che secca quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Piccoli Grandi Musei Italiani

Isernia - ( Molise)

Museo dei costumi

di Alessandro Gentili

L’iniziativa molisana è frutto di un progetto culturale su cui la Regione Molise e la Provincia di Isernia hanno investito al fine di trovare una collocazione museale alla prestigiosa collezione raccolta in anni di appassionate ricerche da Antonio Scasserra, giovane collezionista che è riuscito, sin dalla sua adolescenza, a reperire rarissimi esemplari di costumi femminili di uso festivo e nunziale.

Museo dei costumiMuseo dei costumiMuseo dei costumi

La collezione si compone di 35 costumi completi e di oltre un centinaio di elementi di abbigliamento che provengono da quei paesi del Molise che, più di altri, hanno mantenuto nel tempo l’uso dell’abbigliamento tradizionale.
Si tratta di costumi femminili poiché in una società caratterizzata dalla pratica della transumanza, e quindi strutturata su un evidente sistema matriarcale, la donna era detentrice di un forte bagaglio di conoscenze, punto fermo della società per il quale rappresentava certezza dell’origine, continuità della memoria, speranza del futuro, mantenimento della ricchezza patrimoniale e custode della tradizione intesa anche come regola di vita.

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L’arco cronologico della collezione va dall’Unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale, ovvero dal momento in cui i costumi hanno raggiunto la massima espressione fino alla loro caduta in disuso. Tra tutte le storture della Grande Guerra, infatti, una cosa positiva accadde: le famiglie si ritrovarono per tanto tempo, se non addirittura per sempre, senza la figura maschile e quindi le donne furono costrette ad uscire di casa, andare a lavorare, e a svestire i costumi della tradizione. Questo elemento di rottura con la tradizione rappresentò il primo passo dell’emancipazione della donna nella società contadina.

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Per quanto riguarda l’ambito geografico della collezione, seppur il nome del Museo fa riferimento al Molise, esso non si riferisce all’attuale regione molisana, bensì al territorio che prima delle riforme amministrative faceva parte dell’allora Provincia di Campobasso; per cui nell’area espositiva del museo trovano spazio anche costumi di quei comuni del matesino casertano, in primis Letino e Gallo Matese, che vantano la stessa matrice culturale del Molise.

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Oltre alla sezione dedicata ai costumi, particolarmente ricca è quella dedicata all’oreficeria popolare, con oltre 1.000 pezzi esposti, prodotti in larga parte ad Agnone che, al pari di Napoli, capitale del Regno, si affermò per l’eccellenza e la raffinatezza delle lavorazioni.
La preziosità della raccolta museale, aldilà dell’indubbia bellezza intrinseca dei costumi e degli ori, risiede soprattutto nella qualità, rarità e buono stato di conservazione. A ciò si affianca la capacità di testimoniare il complesso universo simbolico che le genti molisane esprimevano attraverso l’uso del costume. Una visita diventa, quindi, un viaggio nella memoria: un viaggio particolarissimo, ricco di sorprese e suggestioni, un viaggio dentro l’anima e l’origine del popolo molisano, un popolo semplice, ma ricco di creatività e fantasia che esprimeva attraverso il modo di abbigliarsi.

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Sono stato in Molise un paio di volte per un trekking che partiva da Pietrelcina e toccava i luoghi frequentati da Padre Pio. Siamo restati allibiti davanti alla bellezza di questa regione praticamente sconosciuta alle cronache. Non parlo solo della bellezza territoriale e paesaggistica che in tutti noi del trekking ha ispirato sentimenti di pace e sobrietà, ma anche di una certa accoglienza degli abitanti rannicchiati in queste cittadine, abitanti che sostavano fuori dalle porte, porte aperte che facevano intravvedere l’interno delle case, case aperte e disponibili per una breve visita, un breve ragguaglio, magari un breve ristoro.

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Sono lieto di poter scrivere anche poche righe in favore di luoghi molisani. Talvolta o spesso, si è come attirati dalla giusta fama di regioni più accreditate e in Italia ve ne sono molte. Parlo ovviamente a nome personale e di quelle persone con cui ho passeggiato lungo le strade di questa incredibile regione e mi fa piacere condividere e informare i lettori di questa sorpresa.
Vero: non basta una vita per conoscere e apprezzare il nostro Bel paese! Buona gita in Molise ai lettori di questo articolo.

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