#230 - 17 novembre 2018
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrŕ in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascerŕ il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchč ti morde un lupo, pazienza; quel che secca č quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport č l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte č costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista č colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Editoriale

Testardo

di Dante Fasciolo

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”
suona un vecchio detto, ma ammesso che sia vero sordo
si tratterebbe di una malattia dell’orecchio.
Se invece si trattasse di un atteggiamento persistente
allora la malattia sarebbe una testardaggine,
e malato sarebbe il cervello.

In Italia di cervelli disturbati
ce ne sono 18 milioni, come purtroppo
testimoniano le tabelle mondiali della salute
(leggere in questo stesso numero l’articolo relativo)
va con se che tale alta percentuale, uno su tre, ahinoi!
riverbera tra i potenti politici di turno.

Oltre che dell’udito che li rende sordi a tutto,
esprimono chiaramente anche il disagio mentale
attraverso un testardaggine contro ogni ragione.
Il mio prezioso dizionario Garzanti afferma:
“testardo si dice di persona che persiste in un’idea
o in un atteggiamento, anche contro l’evidenza dei fatti
o in contrasto coi consigli e le buone ragioni degli altri”

Ora si può sorvolare sulla percentuale di disturbati
che stranamente coincide con la percentuale
dei voti espressi sulla totalitĂ  degli aventi diritto
e che determinano la maggioranza di governo
(la matematica a volte suffraga il senso)
ma non si può certo sorvolare sulla testardaggine
che inorgoglisce la mente dei governanti,
laddove il risultato finale dell’agire dovesse affermarsi
come un pesante danno non solo per i consenzienti
ma per gli altri, due su tre, che non hanno autorizzato
sorditĂ  e testardaggine, ma auspicano responsabilitĂ 
da parte di chi detiene il potere di operare
per il bene di tutti e non per effimere glorie del momento.

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