#213 - 17 marzo 2018
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascerà il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Humour (non sempre) per riflettere

Bang

di Giuseppe Sanchioni

Niente paura, non voglio parlare della teoria del Big Bang, quello con le B maiuscole, argomento per me troppo difficile dal punto di vista fisico - astronomico – filosofico - esistenziale, bensì del molto più banale bang quotidiano, quello di provenienza fumettistica e tutto minuscolo.
Infatti, non passa settimana che non ci sia negli USA una bella sparatoria con relativi morti e feriti. Sembra quasi che sia necessaria, forse per non perdere l’allenamento o la mira. Ultimamente vanno molto di moda le scuole ma non vengono disdegnati i centri commerciali e neppure le chiese.

Ma questa è la democrazia, bellezza, e non possiamo farci niente. Lo diceva anche Humphrey Bogart in Deadline.
E qual è la geniale risposta delle autorità della democrazia?
La più scontata: allora armiamo anche gli insegnanti. Che, come si sa, sono protetti dalla democrazia. Protezione che si traduce nell’apposita legge: è il secondo emendamento della Costituzione che regola la libertà di possedere un’arma.
Così per l’eventuale promozione o bocciatura di fine anno, invece di perdere tempo con una ulteriore verifica scritta oppure un’interrogazione orale o addirittura un ricorso al TAR (come si fa nella nostra democrazia, bellezza), si potrebbe facilmente ricorrere a un bel duello fra l’insegnante e lo studente come nei migliori film da Oscar da realizzarsi nel parcheggio antistante la scuola stessa in orario e con le armi da decidere.
Decisione che dovrebbero effettuare i due padrini ufficiali. Suggerirei il preside per il professore ed il rappresentante di classe per lo studente.
E per rispettare la tradizione locale la scelta delle armi la ridurrei alla Colt 45 a tamburo da 6 colpi per i puristi del western oppure il mitra d’assalto M4 da 30 colpi per i più imbranati.
Se poi questa soluzione avesse gli effetti sperati si potrebbe estendere anche alle controversie in altri campi.
Per esempio gli incidenti stradali, naturalmente quelli senza feriti per ovvi motivi. Oppure alle beghe di condominio o alle controversie commerciali coi negozianti. Coniugando insieme velocità di soluzione e risparmi di soldi e tempo nelle aule dei tribunali.

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