#190 - 14 aprile 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Pagine Preziose

Poema della croce

Antonio Tarallo - edizioni Ares - prefazione Mons. Rino Fisichella

Il legno della croce di Gesù di Nazareth - da due millenni oggetto di culto per i cristiani e fonte di ispirazione per pittori, scrittori, registi e poeti, credenti e non - è sulla copertina del Poema della croce, esordio letterario in versi di Antonio Tarallo, 34 anni, poliedrico artista romano, impegnato anche nella pittura e nel teatro.

Per entrare più direttamente nel mistero della Pasqua il giovane poeta e sceneggiatore romano ha scritto il “Poema della Croce”. Ispirandosi al genere antico delle sacre rappresentazioni, Antonio Tarallo, con alcuni altrettanto giovani attori, ha inaugurato un percorso di letture poetiche fra atenei, centri culturali e parrocchie.
Il libro ha la prefazione di Monsignor Rino Fisichella: “I versi di Antonio Tarallo sapranno accompagnare la mente e il cuore del lettore all'incontro con la manifestazione del Volto di Dio, non in un'idea astratta, ma nel volto personale e misericordioso di Cristo Crocifisso e Risorto».

Una lettura poetica della Passione e della Pasqua di Gesù da parte di un giovane scrittore emergente. Scrive ancora monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione nella sua Prefazione: “Troviamo nel Poema la domanda che diventa grido del Nazareno, ma che è domanda bruciante di ogni uomo: “Chi sono io? Chi sono io?”. In questa domanda troviamo descritto, in forma poetica, lo scontro durissimo tra vita e morte, tra bene e male, tra giustizia e menzogna, che appartengono all’esperienza umana, ma che la Croce riesce a trasformare in possibilità di speranza”.

Le undici stanze che compongono il poema, ripercorrendo i passi della Passione di Nostro Signore, riattualizzano il “dramma del tradimento”, della “comunione rinnegata” e fanno riemergere la domanda: «Per quale colpa?». “È la «colpa» dell’amore – commenta Fisichella – che aiuta ad umanizzare, a dare un cuore di carne, invece del cuore di pietra della fredda norma”. Il Poema della Croce è stato presentato a Roma giovedì 30 marzo nell’Aula Magna della LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta),con la partecipazione di mons. Marco Frisina, direttore del Coro della Diocesi di Roma e del prof. Rocco Pezzimenti, ordinario di Storia delle Dottrine politiche e di tre voci recitanti – Giada Benedetti, Chiara Graziano, Valentina Taddei – che si sono alternate nella lettura di alcuni passi scelti dal testo. Le altre presentazioni a Roma già programmate sono l’ 8 aprile, nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte; il 9 aprile, presso il Centro internazionale giovanile San Lorenzo, alla presenza di mons. Guido Marini, maestro delle Celebrazioni liturgiche del Santo Padre; il 26 aprile, per la kermesse Pane e Olio, dell’associazione AiBi, la location ancora da definire; il 26 aprile, a Santa Maria in Trastevere, introduce il parroco, mons. Marco Gnavi.

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