#108 - 20 ottobre 2014
AAAAA ATTENZIONE questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte del 15 ottobre quando lascerà il posto al numero 385. - BUONA LETTURA - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore è già  in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore è la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore supererà  l'amore per il potere, sia avrà  la pace (J. Hendrix)
Cinema

Tutto può cambiare

di Federica Fasciolo

Prendi una ragazza che ama la musica e che viene lasciata dal suo fidanzato che sta diventando famoso, e prendi un produttore ormai in crisi che la sente per caso cantare in un bar, su un palco su cui non sarebbe nemmeno voluta salire, e che si accorge di lei e della sua canzone.
Sembra quasi fin troppo banale, per poter essere interessante.
E invece… no.

Tutto può cambiare

John Carney (Once) ha scritto e diretto un film che parte da premesse che potrebbero sembrare poco originali e che invece si sviluppa in modo da rendere quasi impossibile non innamorarsene: dialoghi spigliati e spontanei, personaggi di cui pian piano veniamo a conoscere la storia e caratterizzati bene abbastanza da sembrare persone vere. Relazioni che si sviluppano momento per momento autenticamente, senza mai bisogno di forzature.
Tutto ciò fa sì che nonostante i temi trattati siano svariati (e per fortuna), il tutto si mescoli in un insieme armonico piacevolissimo da seguire. La musica è ovviamente il filo conduttore, insieme a tutto ciò che le ruota attorno (dalla passione pura per essa, senza ulteriori scopi, al desiderio di calcare palchi, fino a chi la vede principalmente come fattore di profitto), ma insieme ad essa danzano amicizia e amore, famiglia e consapevolezze, gratitudine e ricordi.

Tutto può cambiareTutto può cambiare

La forza di questo film sta nelle piccole verità che svelano alcune delle battute, nel modo originale in cui Greta (Keira Knightley) e Dan (Mark Ruffalo) finiscono a registrare canzoni, nei momenti tra amici che non sembrano costruiti a tavolino ma vissuti.
Per la maggior parte delle scene, a un certo punto, è impossibile non avere un sorriso stampato sulla faccia (e per assicurarmi di non essere solo io la “folle”, mi sono guardata intorno e le facce degli altri mi hanno dato conferma).
Anche la regia e il montaggio sono dinamici quando ce n’è bisogno, tenendo bene il ritmo del film. L’ambientazione non è più Dublino (come in Once), ma New York, regno dei sogni non idealizzato, ma sfondo perfetto raccontato da varie prospettive.
Ci sarebbe molto da aggiungere, se così facendo non svelassi troppo. Quindi vi consiglio semplicemente di andare a vederlo: la sua spigliatezza vi conquisterà.

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