#146 - 31 gennaio 2016
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarr in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascer il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finch ti morde un lupo, pazienza; quel che secca quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Pagine Preziose

Nella mia biblioteca

Scia di morte

L’ultimo viaggio del Lusitania

Erik Larson – Neri Pozza Editore

di Giuseppe Sanchioni

In occasione dell’anniversario “italiano” dell’inizio della Prima Guerra Mondiale mi è capitato di leggere questo libro appena uscito che racconta un evento abbastanza noto ma un po’ marginale relativo alla guerra stessa. È la storia dell’affondamento del piroscafo inglese Lusitania avvenuto nel maggio del 1915 ad opera di un sommergibile tedesco mentre si trovava in Atlantico sulla rotta tra Stati Uniti ed Inghilterra. Questa sciagura causò la morte di più di 1000 passeggeri, oltre un centinaio dei quali statunitensi. Mi ricordo che nei miei libri di scuola questo fatto veniva ricordato a margine come una motivazione dell’entrata in guerra degli Stati Uniti.

L’autore, utilizzando materiali d’archivio e forse romanzando qualcosa, ricrea non solo l’azione specifica avvenuta durante la traversata ma ricostruisce anche tutto il contorno di avvenimenti e protagonisti che hanno preceduto e seguito il fatto.

Ci sono le storie dei quattro personaggi chiave della vicenda. Il primo è il comandante Turner del Lusitania, che era stato anche il comandante del Carpathia, la nave che nel 1912 con un altro comandante aveva soccorso il Titanic naufragato. E che, convinto che la velocità di 25 nodi del Lusitania fosse la migliore protezione contro i sommergibili tedeschi in immersione non si preoccupò della scorta.
Il suo nemico è il tenente di vascello Schwieger, comandante del sommergibile U-20, che silura il piroscafo in obbedienza all’ordine tedesco di considerare area di operazione l’oceano Atlantico ed obiettivo lecito qualsiasi nave battente bandiera nemica incontrata. Morirà in un’operazione al comando dell’U-88. C’è anche il presidente degli Stati Uniti dell’epoca, Woodrow Wilson che, essendo da poco vedovo e quindi depresso, non segue con la dovuta attenzione gli sviluppi della guerra preferendo la neutralità.
Ed infine c’è l’Ammiragliato britannico, di cui Churchill era primo Lord. Di lui viene adombrato il cinismo del giocatore d’azzardo che accetta il rischio di perdere la nave col suo carico umano per provocare l’entrata in guerra degli USA, cosa che però avverrà solo nell’aprile del 1917.

Accanto a questi protagonisti ci sono poi gli inconsapevoli e sfortunati passeggeri del Lusitania, ognuno con la propria storia ed il proprio destino. E che ricevettero dalla compagnia armatrice Cunard, naturalmente solo i sopravvissuti, uno sconto a vita del 25%.
C’è poi un’altra parte interessante del libro ed è il racconto della vita degli equipaggi a bordo di questi primi rudimentali sommergibili. Una vita spartana raccontata in maniera molto veritiera per chi ha avuto come me l’occasione di visitare l’interno di un vero U-Boot, però della Seconda Guerra Mondiale, in un museo di Tallinn in Estonia.
Da ultimo ricordo l’interessante e sterminata bibliografia riportata in fondo al libro, utile per chi volesse saperne di più.

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessit di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidariet tra singoli e le comunit, a tutte le attualit... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicit e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libert di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.