#144 - 11 gennaio 2016
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Humour (non sempre) per riflettere

Traffico

di Giuseppe Sanchioni

Nel bar di Piero, dal televisore perennemente acceso, il notiziario del mattino aveva appena annunciato il quotidiano blocco del traffico causa inquinamento da polveri sottili. Oggi rimanevano ferme le targhe pari. Era il solito tentativo delle autorità di dimostrare che si interessavano al problema prendendo provvedimenti.
In quel momento entrò Mario dopo aver parcheggiato il suo SUV diesel rigorosamente in seconda fila.

“’Giorno Mario, cosa fai in giro in auto? Il TG ha appena detto che oggi c’è il blocco delle targhe…” disse Piero salutando il nuovo entrato.
“Ciao Piero, il blocco non mi interessa perché io sono fuori dalla fascia verde per le 7 e mezza e poi nel pomeriggio esco per le 4 e quindi ritorno prima del nuovo blocco.”
“E a casa come fate?” continuò Piero.
“Mah, non c’è problema… mia moglie ha la targa dispari e quindi oggi può circolare, mia figlia ha messo il GPL a spese mie e mio figlio ha lezione dopo pranzo e ritorna stasera dopo le 8, fuori dal blocco. Nessun problema. Tu invece?”
“Io apro il bar alle 6 e mezza e chiudo dopo le 21 se tutto va bene, quindi anche io sono fuori dagli orari e non ho problemi.” Rispose Piero.

Dalla platea dei clienti del bar si sollevò un coro di convinta giustificazione. Chi si era subissato di rate per avere due auto con targa pari e dispari, chi aveva una sola auto ma si era procurato due targhe che scambiava in garage, chi aveva messo il metano, chi usciva presto la mattina, chi tornava tardi la sera, chi lavorava solo di notte e nei weekend, chi aveva rottamato la vecchia auto per una Euro 6, chi aveva sostituito la propria Volkswagen con un’altra auto, chi usava il permesso del bisnonno invalido morto secoli prima e chi era andato ad abitare fuori del Raccordo. Insomma, a sentirli era il trionfo della fantasia: sembrava che ognuno avesse risolto il problema del secolo.

Quel giorno erano proprio usciti tutti, nessuno era rimasto a casa.
Dal tavolino in fondo alla sala Dario, che essendo disoccupato passava la giornata bighellonando nel locale, sentenziò con voce cavernosa:
“Ecco mo’ se capisce perché ‘sti provvedimenti nun funzionano e l’inquinamento nun diminuisce. Perché so’ inutili. Infatti nun riguardano praticamente nessuno. E a me che vado coll’autobus me tocca respirà sta monnezza de aria!”

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