#142 - 30 novembre 2015
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascerà il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Editoriale

Un invito

di Dante Fasciolo

Quando sarà possibile leggere questo editoriale
Papa Francesco sarà tornato in Vaticano.
Ma le parole pronunciate in Africa
non saranno certo facilmente dimenticate.

Un segno forte la sua prima impronta:
ha reso omaggio ai martiri cristiani del 1886
per sottolineare che la violenza contro i credenti
continua ancora oggi in molti paesi.

Ha poi incontrato autorità civili e religiose
e il Presidente del Sud Sudan per ribadire con forza
il suo no alla guerra, il suo si alla pace,
chiamando i giovani a lottare per la giustizia.

Francesco ha denunciato le forme di nuovo colonialismo
che spinge i giovani privati di istruzione e lavoro
nelle spirali di reclutamenti assetati di sangue,
che usurpano il nome di Dio per un disegno di morte.

Camminando per le fangose baraccopoli africane,
il Papa si è presentato nudo di fronte al disagio,
e l’immane emarginazione non poteva non essere imputata
alla marcata corruzione che nega diritti ai più.

La corruzione – ha detto – distrugge il cuore delle persone,
sottrae soldi ai malati e agli affamati;
e ha denunciato con fermezza l’accaparramento delle terre,
la mancanza d’acqua, le organizzazioni criminali
al servizio di interessi economici e politici di parte.

Questo e molto altro si può cogliere del viaggio di Francesco,
e non si può negare che gran parte delle sue parole
non sono relegate soltanto alla geografia africana,
esse irrompono naturalmente nel perimetro
di una società globalizzata, le cui responsabilità risiedono
in larga misura sul nostro mondo opulento, sedicente civilizzato.

Papa Francesco ha pronunciato tutto ciò in Africa,
perché tutto il mondo intenda;
sollecitando una presa di coscienza universale.
Possiamo ignorare l’invito? possiamo sottrarci a cuor leggero?

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit è realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessità di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidarietà tra singoli e le comunità, a tutte le attualità... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicità e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libertà di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.