#127 - 27 aprile 2015
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, il giornale và in ferie - questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 AGOSTO, quando il PRIMO SETTEMBRE lascerà  il posto al numero 382. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Editoriale

Vuoto a perdere

di Dante Fasciolo

Si ripetono da tempo ogni giorno rapimenti e decapitazioni.
Non abbracciare l’Islam assetato di sangue, ecco la colpa.
Non rinunciare al proprio credo cristiano, ecco la condanna.
Trionfo della Morte.

Nascondere la palpabile incertezza.
Trincerarsi dietro incomprensibili elucubrazioni politiche.
Balbettio di un’Europa dimentica delle ferite subite in campo.
Trionfo della paura.

Rimpallo delle responsabilità tra nazioni, indifferenti o finanziatrici.
Silenzio complice delle Autorità Religiose Islamiche.
Incapacità a discernere delle Istituzioni Internazionali.
Trionfo dell’ignavia

Prosperano i trafficanti di armi.
Moltiplicano potere e denaro cinici governanti.
Distruggono Storia e Memoria i “futuri regnanti”
mentre rapinano e stuprano uomini, donne e bambini
e strappano loro volontà e dignità.
Pirati e corsari in agguato a spartirsi la preda.
Soprusi e violenze: catene per gli schiavi del nostro tempo.
Facili promesse di felici orizzonti, il sogno inseguito,
pagato con la vita in mare: strada della speranza spezzata
o per approdi salvifici privi di arcobaleno.
Va in scena la miseria umana vuoto a perdere.

"Non fa alcuna differenza che le vittime siano
cattolici, copti, ortodossi o protestanti.
Il loro sangue è uno medesimo nella loro confessione di Cristo!
Il sangue dei nostri fratelli e delle nostre sorelle cristiani
è una testimonianzache grida per farsi sentire da tutti coloro
che sanno ancora distinguere tra bene e male.
E questo grido deve essere ascoltato soprattutto da coloro
che hanno nelle mani il destino dei popoli".

La voce di Papa Francesco, unica, forte e chiara,
oltre la morte, la paura, l’ignavia, oltre le miserie umane,
di fronte al continuo martirio che viene inflitto
in modo così crudele agli uomini in Africa,
in Medio Oriente ed in alcune regioni dell'Asia,
si affaccia al proscenio della solidarietà e della vicinanza,
e propone un respiro profondo: preghiera e sollecitazione,
per una platea che si ostina a non ascoltare.

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