#349 - 6 aprile 2024
AAAATTENZIONE - CARA AMICI LETTORI, DA QUESTO NUMERO IL GIORNALE DIVENTA MENSILE. LE NUOVE USCITE SARAN- NO AL PRIMO GIORNO DI OGNI MESE. iL NUOVO NUMERO 353 SARA' IN RETE IL GIORNO 1° lUGLIO. BUONA LETTURA A TUTTI. Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
curiosità

Bologna - Piazza Luigi Calvani

Archiginnasio

di Roberto Bonsi

La Biblioteca comunale dell’Archiginnasio è una vera e propria “gemma” del sapere universale. La stessa è collocata nel “cuore” pulsante della città di Bologna, “genius-loci” e tra gli altri anche centro nodale della cultura, soprattutto per via della sua antica sede universitaria denominata: “Alma Mater Studiorum”, ed è per questo motivo definita la “Dotta”. Bologna, per le diverse opportunità che vivono in lei, gode di altri ben conosciuti soprannomi o nomignoli, che di volta in volta la elencano come: la “Città perfetta”, la”Grassa”, la “Turrita” ed infine la “Rossa”; ma queste ultimi due termini per risaputi motivi, non possiedono più la definizione che fu a data in un tempo inesorabilmente ormai lontano.

Archiginnasio

La biblioteca in questione è di fatto vicinissima alla nota Basilica di San Petronio, che non è affatto il Duomo della città felsinea, ma è un emblema della città stessa quasi al pari delle “Due Torri” (n.d.r.: La Garisenda e quella degli Asinelli), che primeggiano su tutto, ed è lì nei pressi che esiste questo importante "luogo della conoscenza" con la quale abbiamo iniziato il nostro “Incipit”.
L'architetto bolognese Antonio Morandi detto: “Il Terribilia”, progettò la costruzione del palazzo, oggi dimora di questa importante, ampia e notevole Biblioteca comunale, orgoglio della città in questione. Lo scopo principale della strutturazione di questo palazzo fu maturata nel pieno del “Concilio di Trento”, e l’intenzione fu quella di fornire ai docenti ed agli studenti universitari, un’unica sede, visto che in quel momento vi erano solo delle sedi di studio diversificate ed inerenti alle varie facoltà ed ai dipartimenti universitari, ed il tutto rendeva dispersivo lo studio ed anche ogni attività risalente alla burocrazia ed alla formazione universitaria in loco.
L'Archiginnasio venne costruito dal 1562 all’anno dopo, questo per volontà del cardinal Carlo Borromeo, in quel tempo Legato pontificio a Bologna, e dal suo vice Pier Donato Cesi, nonché su commissione di papa Pio IV°. Esternamente l’odierna “dimora” di tanti e tanti libri e non solo, si avvale di un lungo porticato composto da ben trenta arcate, ed è suddiviso in due soli piani con annesso un cortile centrale a doppio ordine di logge, e vi sono poi due grandi scale per salire al piano superiore, dove vi sono dieci aule scolastiche oggigiorno adibite a deposito di libri della stessa biblioteca, e due “aule magne” situate nelle parti estreme del fabbricato in questione, e di seguito, una stanza detta: Sala dello “Stabat Mater”.

Di gran bellezza è il Teatro anatomico, così chiamato per via della sua forma ad anfiteatro, che fu progettato dall’architetto Antonio Paolucci, anch’egli bolognese, questo nel corso dell’anno 1637. Il Paolucci, detto: “Il Levante”, fu allievo dei Carracci. Il teatro sin qui nominato fu costruito in legno di abete, e sempre lignee sono le statue che raffigurano dodici celebri medici, tra i quali, Ippocrate e Galeno, Marcello Malpighi, e Costanzo Varolio.
Durante la “Seconda Guerra Mondiale” un’ala di questa porzione di edificio venne bombardata e distrutta, ma il tutto venne ricostruito pressochè alla perfezione, alla fine di quel conflitto. Il soffitto vede la presenza della decorazioni di quattordici costellazioni celesti, simbolismi o meglio figure simboliche, segno già allora della presenza dell’astrologia, spesso in adeguata combinazione con la medicina dell’epoca. Nel bel centro di questo soffitto è raffigurato il dio Apollo, gran protettore e nume tutelare delle attività sanitarie. Il palazzo del quale vi abbiamo sin qui scritto cessò di esistere come università nel 1803, e dal 1838 dopo essere stato una scuola elementare, divenne di seguito sede della prestigiosa biblioteca per la quale sin qui abbiamo spese le nostre parole.
Al piano terreno alcune delle antiche aule universitarie sono oggi prese in carico dall’Accademia dell’Agricoltura e dalla Società Medico-Chirurgica. La Biblioteca dell'Archiginnasio promuove molte manifestazioni di cultura in seno al suo storico edificio, con delle presentazioni di libri e le relative conferenze-stampa, mostre di vario tipo, seminari e convegni, presentazioni di cataloghi d’arte, e molte altre iniziative di prim’ordine, dove lo scibile umano relativo alla tematica della quale stiamo scrivendo “regna” sovrano e senza contrasto alcuno.

Archiginnasio

L’Archiginnasio così detto, risulta essere la più grande biblioteca della regione che ha per capoluogo Bologna, cioè l’Emilia-Romagna, e conserva nel suo .. “ventre” testi importanti delle varie discipline legate principalmente alla storia, alla cultura cittadina e non, alla filosofia, alla vita sociale e politica, alla letteratura italiana, alle diversificate scuole artistiche, alle biografie ed alle bibliografie, e nel suo insieme, molti incunaboli e manoscritti, dove sono raccolti oltre trentacinquemila copie di questi due ultimi.
La sola biblioteca venne fondata nel 1801 all’interno di un convento dei frati domenicani, questo per unire e catalogare tutti i libri di teologia appartenenti agli Ordini religiosi cittadini che vennero in precedenza soppressi con un editto di Napoleone Bonaparte, e dopo quasi quarant’anni fu trasferita in quella che è da definirsi la sua attuale e canonica sede. L’incremento delle raccolte, tra documenti, tomi, ed altro ancora, fu poi attuato grazie a successivi acquisti ed a diverse donazioni.
Lo “Staff” della biblioteca edita anche un periodico dal titolo: “L’Archiginnasio, Bollettino della Biblioteca comunale di Bologna”, che fu fondato nel 1967, e lo stesso è al suo interno fornito da un indice per autore ed uno cronologico.

Per chi essendo in visita alla “Grassa” volesse fare una capatina non disinteressata alla “Dotta”, per l’ingresso in questa magnifica e grande opera di architettura manierista, con dentro il vero senso del sapere, deve prima conoscere appieno i dati necessari per non trovarsi il portone di fatto "sprangato", e per così entrare quasi in punta di piedi in questo nobile “Sacrario” laico che corrisponde al nome di Biblioteca dell’Archiginnasio. La sala di lettura è aperta dal Lunedì al venerdì successivo dalle ore 9 mattinali alle ore 19.00, mentre il sabato gode di un’apertura parziale dalle ore 9.00 alle ore 14. La biblioteca è chiusa nel giorno domenicale e negli altri prestabiliti giorni festivi, compreso il 4 ottobre, quando si festeggia San Petronio, patrono della città che i romani “battezzarono” con il nome di Bononia.
Per ottenere dei maggiori approfondimenti su tutto quanto riguarda questa impareggiabile “asso nella manica” di Bologna, città colta, “godereccia” ed alquanto ospitale, si prega di visitare il loro sito web ufficiale, il quale è: www.archiginnasio.it . "Affondiamo" ora i nostri molti perché, solo in minimissima parte espressi in un ambito ristretto, per comprendere al meglio la conoscenza dell’origine del termine: “Archiginnasio”. La stessa è una parola che si intende di derivazione greca, e sta a significare: “Prima scuola”.

Archiginnasio

Si suggerisce ai turisti ed ai visitatori, ma anche ai pur sempre frettolosi “businessman”, di ritagliarsi qualche oretta, per varcare senza indugio alcuno, la soglia di questo … "paradisiaco" luogo da annoverarsi al pari delle altre bellezze architettoniche, monumentali e non solo, della nostra Bologna. Si lascia così la città in questione con un bagaglio culturale in più, che di certo non fa male. Ricordatevi, che prendendo la direzione del centralissimo Corso Indipendenza od altre importanti vie del centro storico, arriverete così nella “Piazza Grande”, quella della canzone e della memoria del bravo, osannato e compianto cantautore Lucio Dalla, che come si sa fu stanziale in quel di Bologna. La piazza in realtà, sappiamo bene che si chiama: Maggiore. Oltre la basilica petroniana su scritta, ecco il Palazzo di Re Enzo, e la bella fontana del dio Nettuno, le cui acque zampillanti arrivano dalla sovrastante collina, da dove, grazie ai “Bagni di Mario”, la stessa viene di continuo erogata. La Biblioteca comunale dell’Archiginnasio è situata in Piazza Luigi Galvani al civico 1.

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