#330 - 13 maggio 2023
AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 19 aprile, quando lascerà il posto al numero 350. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
curiosità

Breve storia di una delle debolezze dell'uomo

Il tiramisu'

di Roberto Bonsi

In ogni anno solare, all’avvento della stagione primaverile e ad un mese esatto, prima del Natale dell’Urbe capitolina, si festeggia nello stesso giorno, il 21 marzo, spesso un po’ in sordina e sconosciuta ai tanti, la “giornata del tiramisù”, e qui è nettamente chiara l’allusione tratta dall’unione dei due termini e quindi anche a cosa ci si intende in effetti riferire.

Il tiramisu'

La nostra gran pasticceria, quella di ogni nostra regione è l’orgoglio del “Made in Italy” nel mondo intero, e il tiramisù è in ottima, dolce e gustosa compagnia, che non è altri che quella di una miriade di torte, semifreddi, dolcezze al cucchiaio, e così via assaporando … . Conoscete la sua storia?. Sapete chi lo ha inventato e fin dove è diffuso, a parte la nostra penisola? Il “why” in stile anglosassone, letteralmente tradotto nei nostri perché e nei nostri dubbi, non tarda a venire. Tempo fa in risposta ad una precisa domanda che gli fu fatta, Alberto Angela, il noto ed apprezzato giornalista e divulgatore scientifico e culturale, figlio dell’ancor più noto ed oggi compianto Piero, ebbe a dire: -”Ho una debolezza: il tiramisù. Casalingo o di pasticceria, non manca mai”-

Questo dolce che è senza ombra di perplessità alcuna, uno dei maggiori “cult” tra i nostri variegati “desserts”, fu per così dire, inventato dal “pastry chef” (n.d.a.: come oggi si usa dire), Roberto Linguanotto detto: “Loly”, e il dolce venne, alla “luce” presso il ristorante “Alle Beccherie” in quel della bella Treviso, soprannominata la città delle “Tette”, per via di una singolare fontanella al centro della quale primeggia un busto di donna con il risalto di cotanto … . Busto che fu scolpito con pietra istriana, da uno scultore rimasto anonimo, e che si trova nel “cuore “ di questa città, in stretta vicinanza con il Palazzo della Ragione (o del Trecento).

Il tiramisu'

Il dessert in questione, per via del vernacolo corrente in quella zona, fu inizialmente “battezzato” con il nome di: “Tirame sù”. Tutto questo avvenne verso il finire degli ormai “mitici” anni ’60, postbellico decennio di grande ripresa economica, in questo caso per il nostro Paese. Il Tiramisù nasce e si evolve tra storia e leggende metropolitane, entro le quali si ersero ad inventori, non uno, ma diversi personaggi. Questo dolce, come già si è scritto é ormai diffuso in tutto il mondo con la sua ricetta originale e con le sue molteplici e saporitissime varianti. Secondo un’ ulteriore ricerca o forse è meglio dire, una diceria di popolo, lo stesso fu ideato dalla tenutaria di una casa di piacere, sempre in Treviso, e per questo motivo da allora in poi fu considerata una prelibatezza afrodisiaca e di par suo oltremodo corroborante. Si racconta che quando gli uomini scendevano le scale della “casa chiusa”, dopo le loro “performances” amorose a pagamento, tal tenutaria, o “maitresse” per meglio dirla alla francese, offriva loro una ciotola con dentro questa … risanante sostanza per far loro riprendere le forze, e da qui così semplicemente fu coniato il singolare termine: tiramisù. La frase ordinaria, fu sempre: -”Desso ve tiro su mi!.”-.

Il tiramisu'

Il dessert che stiamo “celebrando” è composto da ingredienti tutti ipercalorici, quali le uova di gallina, lo zucchero semolato, i biscotti savoiardi, la crema di mascarpone, il cacao ed il caffè, e questo è ciò che serve per realizzare ed impiantare la sua ricetta originale, ma pare che lo stesso derivi anche da un antico dolce della zona, realizzato dalle contadine e matriarche delle famiglie numerose di un tempo. Le puerpere, ad esempio, venivano così “omaggiate” con questa gustosa delizia, la quale veniva servita persino come ricostituente ai giovani sposi dopo aver loro consumato una …prode notte d’amore. Il…dolce miscuglio in questione si chiamava: “sbatudin”, ed anche qui ben si comprende il reale senso di questa parola, senza ricorrere a vocabolario alcuno. I malati, i bambini, specie quelli a prima vista considerati pallidi nella loro carnagione, usufruivano pure loro di questa dolcezza rigenerante e che doveva dare a loro così un nuovo vigore ed aiutarli a farli uscire anche da uno strato di prostrazione.
Lo scrittore e poeta trevigiano Giovanni Comisso (1895-1969), nè fu un testimone reale, in quanto egli narrava che sua nonna, la nobildonna contessa Tiretta, era molto amante del tiramisù, considerandolo però un dolce solo invernale a preludio delle tante cene di questa stagione. Da ciò è quindi facile appurare che il tiramisù era già ben noto anche nel corso dell’Ottocento. (www.accademiadeltiramisu.com grazie all’attualità operativa di Internet, questo è il principale sito web al riguardo di questa specialità dolciaria della Venezia-Euganea, contesa anche dal vicino Friuli Venezia-Giulia.)

Buono anzi ottimo, ma nel consumare il tiramisù non bisogna affatto esagerare, in quanto tra le altre negatività, fa aumentare l’indice glicemico. Il tiramisù, nel proseguire lo scorrere delle sue leggende metropolitane è stato posizionato anche in quel di Siena, per addolcire il palato nei tanti sontuosi banchetti di Corte del Granduca Cosimo III° de’ Medici, Signore di Firenze, ma anche in terra sabauda e precisamente a Torino, creato dal cuoco del nobile Camillo Benso conte di Cavour, e correndo indietro nel tempo, fu considerato anche uno dei … fasti della Repubblica di San Marco (n.d.a.: Venezia).
Secondo la scrittrice Isabel Allende, che chi scrive ha avuto il piacere di conoscere durante un simpatico incontro avuto unitamente alla stilista Krizia e all’attrice Ottavia Piccolo, scrisse: -”I dolci sono un vizio più pericoloso dell’alcol o della droga perchè è legale, non è considerato peccato e si può commettere in pubblico”-.

Il tiramisu'

A parte gli ingredienti per farlo, sopra esposti, questa dolcissima leccornia, gode della presenza di alcune sostanze che provocano buonumore ed un senso di grande euforia. Vi è compresa la tiramina, l’aminoacido triptofano che attiva la meglio nota serotonina, che è considerata l’ormone della felicità e che contribuisce alla regolazione dell’umore di una persona, ed il caffè invece stimola l’attività nervosa e quella cardiaca. Una normalissima porzione di questo dessert è pari a quasi 200 g., contiene 500 calorie, circa un quarto della quantità giornaliera consigliata per l’uomo, 58 % di grassi, 35 % di carboidrati ed il 7 % di proteine. Le nostre papille gustative si pongono in piacevole “allerta” in presenza del tiramisù, ma forse pochi conoscono che esistono tra i tanti dolci anche delle varianti salate del tiramisù stesso, quello con le patate ed il salmone, quello con le melanzane e quelli con zucca e pancetta o noci e formaggio gorgonzola, quindi: Viva la fantasia in cucina!. A dir il vero la maggioranza della popolazione preferisce la versione dolce del tiramisù, che rimane pur sempre quella più conosciuta, la più vera, la più originale, ed in una qualsiasi … “taverna dei golosi”, che sia ancorata al desco familiare o ad un luogo di mescita e di ristoro, a fine pasto o per accompagnare una prima colazione, pranzo, cena o cocktail e beveraggio vario, un tiramisù pur tra gli altri desserts, rimane sempre e comunque nella “lunghezza d’onda” di ognuno di noi.

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