#294 - 23 ottobre 2021
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Cultura e Società

Una lettura del covid-19 alla luce del pensiero teologico e scientifico di Teilhard de Chardin

Roma - Istituto Seraphicum

Teilhard de Chardin - 2021

Molto ridotto, se non proprio escluso del tutto, il rischio di contagio, l’Associazione Italiana Teilhard de Chardin ha deciso di riprendere la tradizione - ormai ventennale – dei suoi convegni annuali sulla figura e l’opera del gesuita scienziato.
Nel prossimo 6-7 novembre si terrà quindi a Roma il Convegno 2021, presso l’Istituto Seraphicum, sede della Facoltà teologica S. Bonaventura, sede molto notevole per bellezza ambientale e livello culturale.

Il tema del Convegno non poteva non tener conto della vicenda che abbiamo attraversato – come singoli e come società – in questi ultimi due anni, in cui le abitudini di vita, l’impegno e le aspettative per il futuro, la stessa autoconsapevolezza come comunità umana sono state pesantemente condizionate e messe in crisi dalla pandemia covid.
Il Convegno si propone di riflettere sul problema di che significa – in una concezione evolutiva di crescita della vicenda umana – il verificarsi di crisi distruttive, recessive, disgreganti, quali quella che la pandemia ci ha fatto vivere. In effetti il sottotitolo del Convegno è: “Una lettura del covid-19 alla luce del pensiero teologico e scientifico di Teilhard de Chardin”

Il Convegno si articolerà in tre sessioni, con 9 relazioni che affronteranno il tema da diverse e complementari angolazioni, filosofica, teologica, antropologica… I relatori sono tutti docenti o dottorati delle principali facoltà teologiche romane : della P.U. Gregoriana (Bertani, Bongiovanni, Galloni, Rojka); della P.U. Lateranense (Salmeri); della P. U. Urbaniana (Rajesh); della U. Sant’Anselmo (Trianni).

Il tema è importante – anzi fondamentale – non solo con riferimento al pensiero del gesuita paleontologo, ma per il senso ultimo della vicenda umana, specificamente cristiana. Sostanzialmente è coinvolto tutto il tema – angoscioso e sempre difficilmente risolto – del Male; della provvidenza; del valore e significato dello sviluppo tecnologico ed economico riguardo alla cura della creazione (ecosofia); del valore dell’azione umana di fronte alle catastrofi naturali.

Questa dolorosa, straniante vicenda che abbiamo vissuto e – si spera – superato, ci interpella seriamente se crediamo davvero che ”Dio non permette sofferenze alle sue creature se non per preparare loro un futuro migliore” (come dice Manzoni), o se invece, di fronte a catastrofi come il covid, magari a parole recitiamo “sia fatta la Tua volontà” ma intimamente ci sentiamo coinvolti e vittime in un mondo crudele ed ingiusto; il che da Giobbe in poi è il grande doloroso dilemma dell’esistenza.

La forte speranza – questo è l’auspicio del Convegno – è che questa catastrofe, proprio nel significato etimologico di “inversione di marcia”, ci spinga ad un cambiamento nel modus vivendi (et evolvendi..), che tenga conto dei valori sociali di fratellanza umana, che scopra il senso “etico” di ciò che si produce (oggetti finalizzati alla crescita umana e non solo merce di scambio per crescita economica), che induca ad un regime di vita meno consumista e più “austero”, con minor impatto negativo sull’ecosistema, etc…
Se questo fosse, potremmo dire ”ex malo, bonum!”, che è forse una caratteristica strutturale del processo evolutivo, come Teilhard de Chardin ci insegna.

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