#109 - 27 ottobre 2014
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 agosto, quando lascerà il posto al numero 224. BUONA LETTURA A TUTTI - ORA, PER VOI AMANTI DEGLI ANIMALI : E' una gran vergogna spargere il sangue e divorare le belle membra di animai ai quali è stata tolta violentemente la vita (Empedocle) - La caccia, se non è per la sopravvivenza, è una forma di guerra (J. W. von Goethe) - L'uomo si differenzia dagli animali perchè è assassino ( E. Fromm) - Torturare un toro per il piacere, per divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza ( V. Hugo) - Un gatto non dormirebbe mai sopra un livbro mediocre (H. Weiss) - Il cane è la virtù che, non pogtendo farsi uomo, s'è fatta bestia (V. Hugo) - Se raccoglierete un cane affamato e lo nutrirete non vi morderà, ecco la differenza tra l'uomo e il cane (M. Twain) -
Cinema

Nostra inviata al Festival Internazionale del Film a Roma

un cartoon divertente - un medico drogato

inquietudine e genio

realtà contraddittorie - bene e male alleati

di Margherita Lamesta

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As the Gods Will di Miike Takashi, in rassegna all’ultima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, è un film visionario, ironico, ludico, come nella migliore tradizione del regista giapponese.
Manga innocenti e mietitori di vittime a profusione catapultano immediatamente lo spettatore in un horror più allucinato che mai senza alcun preambolo o intro d’ambientazione.
I poveri liceali miracolosamente sopravvissuti al primo gioco mortale si contendono passo passo, gioco dopo gioco, la vittoria finale, dove la posta in gioco è la vita stessa con alleanze ora sentite ora indotte. E il bene e il male, alleati forzati ma necessari, viaggiano insieme, per sconfiggere un’entità aliena terribile e infingarda, attraverso un percorso di selezione spietato come non mai.

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Eppure, laddove vincono immaginazione, intelligenza e forza fisica, nulla si può contro la stella della fortuna, che nella sua perfetta cecità sceglie a caso vittime e vincitori secondo un disegno divino intellegibile e umanamente incomprensibile. Con una divinità perfettamente calata nella funzione di deus ex machina greco, come presenza finale salvifica o pseudo tale, resta aperto l’interrogativo sulle responsabilità dei mali dell’universo e la pellicola, infatti, giocando con le immagini ad un ritmo più visionario che mai, lancia allo spettatore grandi interrogativi senza formulare alcuna ipotesi di schieramento. Il regista preferisce la cifra dell’intrattenimento per sedurre la nostra immaginazione, attraverso una genialità visiva davvero ammirevole.

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Ad ogni modo, la metafora filosofica, esistenziale e religiosa è certamente dietro l’angolo, perché la pellicola si serve del linguaggio dei videogames per denunciare un mondo assuefatto al vampirismo nella sua stessa quotidianità, dove la noia del troppo benessere ha fatto perdere il senso, la misura delle cose, il gusto per ogni singola conquista e per quella che è una dimensione più squisitamente umana. Così tra il liceale altruista ma annoiato e il suo coetaneo cattivo e arrogante non v’è quasi differenza in termini di responsabilità provocatoria di questa carneficina apocalittica di portata planetaria ed inimmaginabile.

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Anche Soderbergh, nella serie The knick, interpretata da Clive Owen, non ci risparmia fiumi di sangue inondati contro lo spettatore, per mostrarci la crudezza della chirurgia, agli albori del ‘900.
Il Dr. Thackery è un medico tutto genio e contraddizione, costruito sulla figura del Dr. William Halsted, pioniere di alcune tra le più importanti scoperte chirurgiche di fine ‘800. il cinquantenne sex-symbol inglese, che mai ha perduto l’istintività della sua estrazione sociale e delle sue origini, non poteva non lasciarsi conquistare dalla seduzione di questo personaggio fortemente venato di sfaccettature e contraddizioni.

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Questa serie diretta da un Premio Oscar si aggiunge a una lista di grandi interpreti e grandi registi che si approcciano con successo anche al mondo televisivo.
Secondo l’attore inglese, infatti, quel che conta nella scelta di un ruolo non è il canale di realizzazione del progetto ma la fattura della storia e del personaggio. Che sia per la TV, il teatro o per il cinema non è interesse di un attore. A lui compete l’adattamento di quel personaggio, attraverso uno studio meticoloso, al linguaggio per mezzo del quale verrà espresso, sia esso davanti ad una macchina da presa, o sopra le tavole di un palcoscenico, o esplorato dal tubo catodico.
Clive Owen è, infatti, convinto che oggi i migliori script siano realizzati per la televisione, che sta vivendo una stagione davvero fiorente. Basti pensare alla serie di Scorsese Broadwalk Empire o ad House of Cards con Kevin Spacey o allo stesso Soderbergh, che aveva annunciato il suo ritiro dal mondo del cinema per preferirgli la TV, evidentemente.

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Un esempio classico di bene e male insito nell’animo umano, è dunque il dr. Thackery. Feroce razzista che obtorto collo non rifiuta, però, i giusti riconoscimenti scientifici al suo collega e assistente di colore e fa i conti con la sua missione di medico, che come tale non apporta discriminazioni di alcun tipo di fronte al bisogno di cure, pur mantenendo le sue personali convinzioni.
Bene e male vincono insieme, gettando un velo d’ineluttabilità sul destino di ognuno, farcito per forza di cose di una doppia natura immodificabile, nel nome di un Caino e Abele sempre presenti fuori e dentro di noi.
E sì…È la vita!

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PROVERBI ROMANESCHI - Rigalà èmmorto, Donato sta ppe' morì, Tranquillo se lo so n'groppato e Pazienza sta ar gabbio - La farfalla tanto gira al lume finchè s'abbrucia l'ale - Er gobbo vede la gobba dell'antri gobbi ma nun riesce a trovasse la sua - Oro e argento in core, mànneno a spasso fede, speranza e amore - Cent'anni de pianti nun pagheno un sordo de debiti - Qanno te sveji cò quattro palle, er nemico è alle spalle - Non sputà in cèlo che te ricasca 'n bocca! - Mejo puzzà de vino che d'acqua santa -