#180 - 21 gennaio 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 giugno, quando lascerà il posto al numero 221. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi SATIRIKON: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già 137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non c'è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nesun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Fumetto

Kako

di Giada Gentili

Kako, il protagonista della strip, è un tipetto tosto, un enfant terrible di poche ma pungenti parole, sempre pronto a spargere il suo impertinente pepe su fatti e fatterelli della commedia umana osservati dall'altezza dei bimbi.

KakoKako

Oltre ai problemi esistenziali che affliggono convenzionalmente l'infanzia, dai compiti scolastici troppo lunghi ai giochi troppo brevi, Kako è attratto anche dai temi epocali: dall'inquinamento al nucleare.
Li capta in maniera smozzicata dai media e dalle conversazioni tra i grandi, ma non si lascia travolgere dall'irritazione e dallo smarrimento che di solito questi temi provocano: Kako ha, infatti, un capiente e magico cappello da cui, all'occorrenza, estrae battute e guizzi verbali capaci di smascherare l'inadeguatezza e l'ipocrisia degli adulti.

Kako

Compiuta la missione, il discolo ritorna con disinvolta spensieratezza agli scanzonati trastulli puerili.
Segni particolari: capelli rossi, impertinente e prepotente, nutre una passione smodata per le palline colorate, ama incondizionatamente gli animali, a partire dal cagnetto Dado da cui non si separa mai.

Strip satirica che prende il nome dal protagonista: un bimbo contestatore in famiglia, in urto con il mondo e dispettoso con i suoi coetanei.
Creato da Flora Graiff , Kako è stato un fumetto seriale pubblicato da Linus nel 1988.
La fumettista si è messa d'impegno per far capire ai più piccoli il significato della crisi che sta colpendo i sistemi economici.

Kako

"Ciao Kako, ciao a tutti coloro che sono impertinenti, discoli, imbarazzanti, folli e un pò anarchici, non ingrigiti e paludati come i gran signori (e signore) che i media quotidianamente ci propinano come i salvatori della razza umana.
Ciao Kako e tutti gli autori e i lettori che non si sono mai voluti piegare al "buon senso", alla "maggioranza silenziosa", al voto del "meno peggio".
Ciao Kako che sberleffi gli adulti che pensano di saperne di più di noi, che hanno "esperienza", che hanno "studiato" e che, con tutto il loro acume, ci hanno privato del futuro per salvaguardare i loro diritti.
Ciao, infine, perchè "te ne freghi" e la pensi come me e come tutti i giovani che sono scappati da questa palude che ci vuole inghiottire, da questo "finto nuovo che avanza", che altro non è che la fotocopia (peggiore) del vecchio mai andato in soffitta."

Kako

APHORISTIKON - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -